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Art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276 del 2003

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Appalto di servizi di trasporto: quando il sub-trasporto diventa appalto
L'INPS ha richiesto a una grande azienda di logistica il pagamento di contributi non versati da un suo sub-vettore. L'INPS ha riqualificato i contratti di subtrasporto come un vero e proprio appalto di servizi di trasporto, applicando la responsabilità solidale. La Cassazione ha confermato questa riqualificazione, evidenziando che la continuità delle prestazioni, l'organizzazione dei mezzi del sub-vettore e il risultato complessivo perseguito dall'azienda committente configurano un appalto. Di conseguenza, l'azienda di logistica è stata ritenuta responsabile in solido per i debiti contributivi del sub-vettore. Il ricorso dell'azienda è stato respinto.
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Responsabilità solidale appalti: anche per le SPA pubbliche
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di una società per azioni a partecipazione pubblica, committente in un appalto, per i crediti retributivi non pagati ai dipendenti dell'impresa appaltatrice. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione prevista per le pubbliche amministrazioni non si estende a soggetti di diritto privato, anche se qualificati come "enti aggiudicatori". Viene inoltre ribadito che il beneficio di preventiva escussione non è retroattivo e che la decadenza biennale è interrotta anche da una semplice richiesta stragiudiziale, rafforzando la tutela dei lavoratori negli appalti.
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Indebita compensazione: annullamento con rinvio
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo emessa per un'ipotesi di indebita compensazione. La Corte ha rigettato i ricorsi della società committente e dei suoi legali rappresentanti, confermando la sussistenza del fumus del reato. Tuttavia, ha accolto il ricorso di un altro indagato, annullando l'ordinanza nei suoi confronti con rinvio. La motivazione dell'annullamento risiede nel fatto che il Tribunale del Riesame, nel riqualificare il fatto da truffa a indebita compensazione, non ha adeguatamente specificato gli elementi costitutivi del reato, come le coordinate spazio-temporali e il superamento della soglia di punibilità, rendendo la motivazione carente.
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Indebita Compensazione: Soglia Unica, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore accusato di indebita compensazione, stabilendo un principio chiave: la soglia di punibilità si calcola sul totale dei crediti illeciti, anche se riferiti ad annualità diverse, e non per singolo anno. La Corte ha confermato la misura interdittiva, ritenendo che per le misure cautelari è sufficiente una qualificata probabilità di colpevolezza e che il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti.
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Indebita compensazione: soglia e competenza
La Corte di Cassazione interviene sul reato di indebita compensazione, annullando un'ordinanza di sequestro preventivo per una carente motivazione sul superamento della soglia di punibilità annua. La sentenza ribadisce anche i principi su ne bis in idem e competenza territoriale, dichiarando inammissibili i ricorsi degli altri indagati. Un caso emblematico che chiarisce come l'importo dell'indebita compensazione debba essere valutato su base annuale per determinare la rilevanza penale del fatto.
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Indebita compensazione: Cassazione su sequestro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di indebita compensazione di crediti fiscali fittizi, originati da un complesso schema di finti appalti di servizi. La Corte ha annullato con rinvio il sequestro preventivo a carico di un'amministratrice rimasta in carica per soli 44 giorni, sottolineando che la mera qualifica formale non è sufficiente a provare il coinvolgimento, in assenza di prove specifiche. Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri indagati, chiarendo che il principio del 'ne bis in idem' non si applica tra procedimenti ancora pendenti e che la valutazione del fumus delicti era stata adeguatamente motivata dal tribunale.
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Indebita compensazione: Dolo e misure cautelari
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura cautelare interdittiva a un imprenditore per concorso in indebita compensazione. Secondo la Corte, la consapevolezza di un vantaggio economico derivante da un contratto di appalto non è sufficiente a dimostrare il dolo, ovvero la volontà o l'accettazione del rischio che il fornitore commettesse illeciti fiscali. La sentenza sottolinea l'importanza di prove specifiche sulla conoscenza del meccanismo fraudolento e il principio del 'favor rei' anche in fase cautelare, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Indebita compensazione: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato una misura interdittiva applicata a un'amministratrice di società per il reato di indebita compensazione. La decisione si fonda sulla carenza di gravi indizi riguardo l'elemento psicologico del reato (dolo) e sulla mancanza di attuali esigenze cautelari, dato il tempo trascorso dai fatti. La sentenza chiarisce che la responsabilità solidale del committente negli appalti non costituisce, da sola, prova della sua partecipazione al reato commesso dall'appaltatore.
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Indebita compensazione: annullata misura interdittiva
Un imprenditore, accusato del reato di indebita compensazione realizzato tramite un meccanismo di appalti di manodopera fittizi, si è visto annullare una misura cautelare interdittiva. La Corte di Cassazione ha ritenuto insufficienti gli elementi probatori riguardo la sua consapevolezza del reato (dolo) e ha rilevato la mancanza di un attuale pericolo di reiterazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Responsabilità solidale appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità solidale appalto, confermando che il termine biennale di decadenza per agire contro il committente può essere interrotto da una semplice richiesta stragiudiziale. L'ordinanza chiarisce che il diritto del lavoratore verso il committente non è autonomo, ma soggiace allo stesso regime di prescrizione applicabile al datore di lavoro diretto, con decorrenza dalla fine del rapporto. Il ricorso del committente è stato rigettato.
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