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Art. 29 comma 1-bis L. 52/1985

6 provvedimenti

Divisione immobiliare: regolarità catastale necessaria
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di divisione immobiliare tra ex coniugi a causa della presenza di difformità catastali e urbanistiche non sanate. La sentenza ribadisce che la conformità catastale oggettiva rappresenta una condizione dell'azione imprescindibile per procedere allo scioglimento della comunione, sia essa volontaria o giudiziale.
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Abuso edilizio secondario: sì al trasferimento coattivo
La Corte di Cassazione, correggendo un proprio precedente errore di fatto, ha stabilito che un immobile affetto da abuso edilizio secondario, ovvero difformità rispetto a un permesso di costruire regolarmente rilasciato, può essere oggetto di trasferimento coattivo tramite sentenza. La Corte ha distinto tale ipotesi dall'abuso primario (costruzione senza titolo), che invece impedisce il trasferimento. È stato inoltre riconosciuto il diritto del promissario acquirente di procedere alla regolarizzazione catastale in caso di inerzia del venditore.
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Errore di fatto Cassazione: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguarda il diniego di trasferimento coattivo di un immobile, ritenuto affetto da abuso edilizio primario. Il ricorrente sostiene che la Cassazione abbia commesso un errore di fatto, ignorando la presenza di regolari concessioni edilizie documentate negli atti. Data la particolare rilevanza della questione, il Collegio ha disposto una trattazione approfondita in pubblica udienza.
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Indennità uso esclusivo: quando spetta al coniuge?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2047/2024, chiarisce le condizioni per ottenere un'indennità per l'uso esclusivo di un immobile in comunione da parte dell'ex coniuge. Il caso riguardava la richiesta di un uomo di sciogliere la comunione dell'ex casa coniugale e di ricevere un compenso per il mancato utilizzo. La Corte ha accolto la richiesta di indennità, stabilendo che è sufficiente manifestare l'intenzione di utilizzare il bene per averne diritto, anche se ha confermato il diniego alla divisione dell'immobile a causa di difformità catastali.
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Contratto preliminare: quando il termine non è essenziale
La Corte di Cassazione conferma che la scadenza in un contratto preliminare non è automaticamente essenziale. Se l'acquirente dimostra interesse all'acquisto anche dopo il termine, e l'inadempimento del venditore (mancata regolarizzazione catastale) non è grave, non ha diritto alla risoluzione del contratto e alla restituzione del doppio della caparra. La risoluzione è invece addebitabile all'acquirente che si rifiuta ingiustificatamente di stipulare il definitivo.
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Vendita aliud pro alio: casa senza abitabilità
Un acquirente si opponeva al pagamento del saldo del prezzo di un immobile che, contrariamente agli accordi, veniva consegnato privo di certificato di abitabilità, ancora suddiviso in due unità commerciali e occupato da un inquilino. La Corte di Cassazione ha accolto le sue ragioni, stabilendo che la consegna di un bene con caratteristiche diverse da quelle pattuite configura un grave inadempimento, potenzialmente qualificabile come vendita aliud pro alio, che giustifica il rifiuto dell'acquirente di adempiere alla propria prestazione.
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