LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 289-bis Codice Penale

11 provvedimenti

Reddito di cittadinanza: la Cassazione chiarisce reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa comunicazione di informazioni rilevanti, come la condanna di un familiare, per ottenere o mantenere il reddito di cittadinanza, non integra il reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.), bensì la fattispecie specifica e autonoma prevista dall'art. 7, comma 2, del D.L. n. 4/2019. La Corte ha riqualificato il fatto, annullando la sentenza impugnata limitatamente alla pena e rinviando per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un soggetto che ha ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare una precedente condanna per un reato ostativo. La sentenza chiarisce che la falsa dichiarazione in una domanda integrativa, richiesta a seguito di modifiche normative, configura il reato più grave previsto dall'art. 7, comma 1, L. 26/2019, e non una semplice omissione di comunicazione.
Continua »
Reddito di cittadinanza: omessa info non è reato
Un cittadino era stato condannato per non aver dichiarato lo stato di detenzione domiciliare nella domanda per il Reddito di Cittadinanza. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che la detenzione domiciliare per un reato non incluso nell'elenco di quelli ostativi previsti dalla legge (nel caso specifico, un reato in materia di armi) è un'informazione irrilevante ai fini della concessione del beneficio. Di conseguenza, la sua omissione non costituisce reato.
Continua »
Revoca indennità disoccupazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la legittimità della revoca dell'indennità di disoccupazione (Naspi) nei confronti di un soggetto condannato per reati ostativi, tra cui quelli legati ad associazioni di tipo mafioso. Il ricorrente sosteneva l'incostituzionalità della norma per la sua applicazione retroattiva, ma la Corte ha rigettato il ricorso. È stato chiarito che la revoca indennità disoccupazione non è una sanzione penale accessoria, soggetta al divieto di retroattività, bensì un provvedimento amministrativo che consegue alla condanna. La misura, basata su uno 'statuto d'indegnità', è legittima finché le pene per i reati ostativi non sono state interamente espiate.
Continua »
Estorsione lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione conferma una condanna per estorsione, negando sia la derubricazione del reato a esercizio arbitrario delle proprie ragioni sia l'attenuante per estorsione lieve entità. La Corte ha ritenuto decisiva la gravità e la durata dell'azione intimidatoria, elementi che escludono la possibilità di considerare il fatto di lieve entità, anche a prescindere dall'importo economico in questione.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna annullata per legge
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La decisione si fonda sul principio del 'tempus regit actum': al momento della prima domanda, la legge non prevedeva ancora l'obbligo di dichiarare la specifica condanna penale che l'imputato aveva omesso. Di conseguenza, per quella condotta, il fatto non costituiva reato. La condanna per una successiva domanda, avvenuta dopo la modifica della legge, è stata invece rideterminata.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna e revoca del sussidio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza a un soggetto che aveva omesso di dichiarare una condanna definitiva per reati di stampo mafioso. La Corte ribadisce la legittimità dei requisiti morali, come l'assenza di condanne per reati ostativi negli ultimi dieci anni, quale presupposto inderogabile per l'accesso al beneficio.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna e reato specifico
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di tre individui condannati per aver ottenuto il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare precedenti penali ostativi. La Corte ha riqualificato il reato, escludendo la truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) e l'indebita percezione (art. 316-ter c.p.), e affermando la configurabilità del delitto specifico previsto dall'art. 7 del D.L. n. 4/2019. Pur confermando la responsabilità penale, la sentenza è stata annullata limitatamente alla pena, con rinvio alla Corte d'Appello per la rideterminazione della sanzione in base alla corretta fattispecie di reato.
Continua »
Reddito di cittadinanza: assoluzione per reato escluso
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La beneficiaria non aveva dichiarato una misura cautelare e una vecchia condanna. La Corte ha stabilito che, al momento della domanda, la legge non richiedeva ancora la dichiarazione di tali circostanze, applicando il principio che la legge applicabile è quella in vigore al momento del fatto.
Continua »
Rapina di lieve entità: la nuova attenuante speciale
Un individuo è stato condannato per rapina per aver sottratto beni di scarso valore usando una forza minima (una spinta). In seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che ha introdotto una nuova attenuante per la rapina di lieve entità, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna limitatamente alla pena. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione, considerando che la violenza minima e il danno esiguo configurano un reato di 'lieve entità'.
Continua »
Permesso premio ostativo: la Cassazione decide
Con la sentenza n. 52139 del 11/12/2019, la Cassazione Penale, Sez. 1, ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto in regime ostativo per mancata collaborazione. Applicando la storica sentenza della Corte Costituzionale n. 253/2019, la Corte ha affermato che la presunzione assoluta di pericolosità per il non collaborante è incostituzionale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla sussistenza di legami con la criminalità, aprendo la via al beneficio anche senza collaborazione, in un'ottica di valorizzazione del percorso rieducativo. La decisione è cruciale per il tema del permesso premio ostativo.
Continua »