Una debitrice, socia illimitatamente responsabile di una società di persone, ha richiesto l'esdebitazione dell'incapiente per azzerare i propri debiti fiscali. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, evidenziando che il debito derivava da anni di sistematica evasione fiscale e totale disinteresse della donna per la gestione aziendale. La Corte d'Appello ha revocato il beneficio per colpa grave della debitrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della donna inammissibile perché presentato oltre il termine di sei mesi, chiarendo che a questa procedura non si applica la sospensione feriale estiva. Inoltre, avendo la ricorrente insistito nel giudizio nonostante una proposta di definizione anticipata, la Corte l'ha condannata per abuso del processo al pagamento di pesanti sanzioni pecuniarie a favore dell'Erario e della Cassa delle Ammende.
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