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Art. 281-bis Codice di Procedura Civile

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Foro esclusivo: vince il patto iniziale sulla competenza
Un'impresa ha citato in giudizio la capogruppo di un'Associazione Temporanea di Imprese davanti al Tribunale di Perugia per la spartizione dei proventi di un appalto pubblico. La società convenuta ha eccepito l'incompetenza del giudice, richiamando un accordo precedente che stabiliva il foro esclusivo di Bologna. Il Tribunale di Perugia si è dichiarato incompetente. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'impresa. I giudici hanno stabilito che l'accordo originario sul foro esclusivo rimane valido e si collega strettamente all'atto costitutivo dell'associazione di imprese, vincolando le parti a litigare solo davanti al Tribunale di Bologna.
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Arbitrato irrituale: quando il ricorso non è ammesso
Un fornitore cita in giudizio un'azienda per inadempimento contrattuale. L'azienda eccepisce la presenza di una clausola compromissoria. La Corte di Cassazione, analizzando il contratto, qualifica l'arbitrato come 'arbitrato irrituale', poiché la decisione degli arbitri era intesa come un accordo diretto tra le parti. Di conseguenza, dichiara inammissibile l'istanza di regolamento di competenza proposta dal fornitore, confermando che tale rimedio è previsto solo per l'arbitrato rituale.
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Protezione speciale: Cassazione chiarisce applicazione
Con l'ordinanza n. 16528/2023, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di immigrazione, affermando che la nuova disciplina sulla protezione speciale, introdotta dal D.L. 130/2020, deve essere applicata anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore. La Corte ha cassato la decisione di un Tribunale che aveva negato la protezione a un cittadino straniero senza valutare il suo grado di integrazione sociale e lavorativa alla luce della nuova, più favorevole, normativa.
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Eccezione di incompetenza: come va sollevata in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di incompetenza per valore non può essere sollevata in appello in via condizionata al rigetto delle questioni di merito. Tale modalità equivale a una rinuncia, poiché la richiesta di una pronuncia sul merito implica il riconoscimento della potestà del giudice. Di conseguenza, l'eccezione formulata in questo modo si considera come non proposta e la competenza del giudice adito si consolida. Il caso riguardava una disputa condominiale in cui il condominio aveva sollevato l'incompetenza del Giudice di Pace solo come motivo di appello incidentale condizionato.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società ha proposto un regolamento di competenza avverso un'ordinanza del tribunale, ritenendo che avesse deciso sulla competenza territoriale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'ordinanza impugnata non aveva carattere decisorio ma meramente ordinatorio, poiché il giudice non aveva seguito la procedura formale per decidere separatamente la questione di competenza, ma si era limitato a considerarla 'superabile' nel contesto di una decisione sulla sospensione dell'esecutività di un decreto ingiuntivo.
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Istanze istruttorie: come reiterarle per non perderle
La Cassazione chiarisce che le istanze istruttorie, come la richiesta di esibizione di documenti, devono essere specificamente reiterate in sede di precisazione delle conclusioni. In caso contrario, si presumono abbandonate. Il ricorso di una società contro un istituto di credito è stato dichiarato inammissibile proprio per non aver seguito questa regola procedurale fondamentale.
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Appello ordinanza competenza: sì, anche dal GdP
Un passeggero cita una compagnia aerea per un ritardo. Il Giudice di Pace emette un'ordinanza di incompetenza territoriale. Il Tribunale dichiara l'appello inammissibile. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che l'appello ordinanza competenza è sempre possibile, poiché la forma del provvedimento (ordinanza) non prevale sulla sua sostanza decisoria (sentenza).
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Impugnazione provvedimento: forma o sostanza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1437/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di impugnazione di un provvedimento giudiziario. Nel caso di una richiesta di usucapione speciale a cui si è opposta una parte, la decisione del giudice, anche se formalmente denominata 'decreto', ha in realtà la sostanza di una 'sentenza'. Di conseguenza, il mezzo di impugnazione corretto non è il reclamo, ma l'appello ordinario. La Corte ha sottolineato che la presenza di un contraddittorio e di una decisione nel merito qualifica l'atto come sentenza, rendendo inammissibile un mezzo di gravame differente.
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Competenza territoriale fondo pensione: decide la sede
La Corte di Cassazione stabilisce la competenza territoriale per le cause contro un fondo pensione complementare. In un caso riguardante una pensione di reversibilità, una vedova aveva citato il fondo presso il tribunale della sua residenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del fondo, affermando che, trattandosi di previdenza complementare e non obbligatoria, la competenza territoriale del fondo pensione si radica presso la sede legale del fondo stesso (foro del convenuto) e non presso la residenza dell'attore.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni per le imposte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32256/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando che la prescrizione crediti tributari per le imposte erariali (IRPEF, IVA, etc.) è decennale e non quinquennale. La Corte ha ribadito che il termine breve di cinque anni si applica solo a sanzioni e interessi. Il ricorso è stato inoltre giudicato inammissibile per genericità, non avendo specificato il contenuto delle cartelle esattoriali impugnate.
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