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Art. 2808 Codice Civile

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54 provvedimenti

Notifica al socio receduto: obblighi fiscali
Un ex socio di una società di persone impugnava atti di riscossione per debiti della società, sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento, notificate dopo il suo recesso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica al socio receduto dell'atto impositivo è obbligatoria se il recesso è avvenuto prima della notifica alla società stessa. Tale obbligo è fondamentale per garantire il diritto di difesa del contribuente, che altrimenti non potrebbe contestare la pretesa fiscale.
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Credito ipotecario scissione: scelta del creditore
Una banca con un credito ipotecario su beni trasferiti tramite scissione societaria a un'altra società, poi fallita, si è vista negare la partecipazione al riparto. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il creditore ha la facoltà di scegliere se insinuarsi al passivo per il debito solidale o intervenire per far valere unicamente il proprio diritto sul bene ipotecato.
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Responsabilità notaio: nesso causale e onere prova
Una società finanziaria ha citato in giudizio un notaio per un errore materiale nell'iscrizione di un'ipoteca, che ha causato un danno economico. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La responsabilità del notaio è stata esclusa perché il danno è derivato dalla negligenza del creditore, che non ha provveduto a rettificare l'errore per tempo. Inoltre, il ricorso è stato respinto per un vizio procedurale, non avendo impugnato la 'doppia ratio decidendi' della sentenza d'appello.
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Cancellazione ipoteca: quando è inammissibile il ricorso
Una società, dopo aver ottenuto una sentenza che revoca un'ingiunzione di pagamento e ordina la cancellazione di un'ipoteca, si vede negare l'esecuzione dal Conservatore. I suoi reclami vengono respinti. La Cassazione dichiara l'appello inammissibile, specificando che per risolvere la questione del diritto alla cancellazione ipoteca è necessario avviare una causa ordinaria, non un procedimento di reclamo non contenzioso.
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Ammissione al passivo: la domanda deve essere specifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che una domanda di ammissione al passivo fallimentare deve indicare in modo specifico il titolo della prelazione richiesta. Una dicitura generica come "in via ipotecaria e/o privilegiata" è insufficiente, anche se alla domanda sono allegati i documenti comprovanti il diritto, come le note di iscrizione ipotecaria. L'onere di specificazione ricade interamente sul creditore e l'eventuale indeterminatezza iniziale non può essere sanata nella successiva fase di opposizione. Di conseguenza, il ricorso del creditore è stato respinto e il credito è stato ammesso solo in via chirografaria (non privilegiata).
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Inopponibilità ipoteca fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore relativo alla inopponibilità ipoteca fallimento. L'ipoteca era stata iscritta sulla base di un decreto ingiuntivo provvisorio, divenuto esecutivo solo dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile per un mutamento della causa petendi, ovvero un cambio di argomentazione giuridica non consentito tra i gradi di giudizio, impedendo l'esame nel merito della questione.
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Terzo datore di ipoteca: diritti nel fallimento
Una società creditrice si è vista negare il diritto di partecipare alla ripartizione dei proventi dalla vendita di un immobile ipotecato, di proprietà di un terzo datore di ipoteca fallito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il creditore non è tenuto a presentare domanda di insinuazione al passivo nel fallimento del terzo garante. Può invece intervenire direttamente nella fase di ripartizione dell'attivo per soddisfare il proprio credito, in virtù del principio di "responsabilità senza debito" che caratterizza la figura del terzo datore di ipoteca.
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Annotazione dell’ipoteca: quando è necessaria?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza dell'annotazione dell'ipoteca in caso di cessione del credito. Se la cessione avviene prima del pignoramento immobiliare e non viene annotata nei registri, il nuovo creditore perde il diritto di prelazione. Il suo credito, originariamente garantito da ipoteca, viene declassato a semplice credito chirografario, con significative conseguenze nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata del bene. La decisione sottolinea come la formalità dell'annotazione sia un elemento costitutivo per l'opponibilità della garanzia ai terzi creditori.
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Cancellazione ipoteca concordato: no a vendite private
Una banca, titolare di un'ipoteca su un immobile, ha contestato la cancellazione della sua garanzia disposta dal giudice delegato nell'ambito di una procedura di concordato preventivo. La vendita dell'immobile non è avvenuta tramite asta competitiva, ma attraverso l'esecuzione di un contratto preliminare preesistente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della banca, ha stabilito che il potere speciale del giudice di cancellare le ipoteche (cd. potere purgativo) si applica esclusivamente alle vendite forzate e competitive, finalizzate alla liquidazione dell'attivo per la massa dei creditori. Nel caso di vendite private, seppur autorizzate, l'ipoteca può essere cancellata solo con il consenso del creditore o con la sua piena soddisfazione, salvaguardandone così i diritti.
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Priorità della trascrizione: pignoramento vince su 2932
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra un acquirente all'asta e il beneficiario di una sentenza ex art. 2932 c.c. per lo stesso immobile. La Corte stabilisce che il principio determinante è la priorità della trascrizione del pignoramento. Poiché l'atto di pignoramento era stato trascritto prima della trascrizione della sentenza, il titolo dell'acquirente all'asta prevale, rendendo inopponibile l'altro titolo di proprietà.
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Azione revocatoria: ipoteca non esclude pregiudizio
Un creditore ha esercitato un'azione revocatoria contro la vendita di immobili effettuata dal suo debitore. Il debitore sosteneva che la vendita non causasse pregiudizio, poiché gli immobili erano già ipotecati. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che l'esistenza di un'ipoteca non annulla l'"eventus damni" (il pregiudizio). La valutazione deve considerare la possibilità futura che l'ipoteca venga estinta, rendendo l'azione revocatoria uno strumento valido per tutelare i diritti del creditore. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Ammortamento alla francese: no all’anatocismo
Una garante ha impugnato un contratto di mutuo ipotecario, sostenendo fosse nullo per frode alla legge, indeterminatezza e perché l'ammortamento alla francese nascondeva un'applicazione di interessi su interessi (anatocismo). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che garantire un credito non è di per sé illecito e che il piano di ammortamento alla francese è una legittima modalità di calcolo che non produce anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo.
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Azione revocatoria e ipoteca: chi ha la priorità?
Un condominio, forte di una sentenza di accoglimento di un'azione revocatoria, si oppone alla distribuzione del ricavato di un'esecuzione immobiliare a favore di una banca creditrice. Il Tribunale rigetta l'opposizione, stabilendo che l'ipoteca, essendo un diritto reale di garanzia iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda revocatoria, conferisce al creditore ipotecario un diritto di prelazione che prevale sulle pretese del creditore chirografario.
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Ipoteca su quota indivisa: no all’accantonamento
Un creditore, titolare di un'ipoteca su quota indivisa di un immobile, ha chiesto l'accantonamento della somma ricavata dalla vendita forzata e spettante all'erede del comproprietario non esecutato. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, chiarendo che la garanzia ipotecaria, sebbene valida, non è sufficiente. Per ottenere le somme, il creditore deve promuovere un'autonoma azione esecutiva contro il proprietario della quota ipotecata, non potendo avvalersi del semplice meccanismo dell'accantonamento previsto per i creditori intervenuti senza titolo contro il debitore esecutato.
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