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Art. 28 D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175

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Avviso di rettifica e liquidazione: società estinta e acquirente
Una società a responsabilità limitata vendeva alcuni terreni dichiarando un prezzo di 25.000 euro. L'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di rettifica e liquidazione per imposte di registro, ipotecaria e catastale, rideterminando il valore venale in oltre 868.000 euro. La notifica avveniva quando la società venditrice risultava già cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni della società estinta, dichiarando illegittimo l'atto impositivo notificato all'ex liquidatore dopo la cancellazione. La Suprema Corte ha invece confermato la piena validità del recupero fiscale a carico della parte acquirente, ritenendo legittima la delega di firma dell'atto e corretta la stima del valore dei terreni basata su atti comparativi e potenziale edificatorio.
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Responsabilità soci: debiti fiscali dopo cancellazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14259/2024, ha confermato la responsabilità soci per i debiti fiscali di una società di persone anche dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che la cancellazione innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni tributarie ai soci. Nel caso specifico, l'accertamento fiscale, basato sull'analisi dei conti correnti a causa della perdita della contabilità, è stato ritenuto legittimo.
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Società cancellata: nullo l’avviso di accertamento
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale dopo la sua cancellazione dal Registro delle Imprese. L'ex legale rappresentante ha impugnato l'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per difetto di legittimazione dell'ex rappresentante. Tuttavia, ha anche stabilito l'invalidità dell'avviso di accertamento stesso, in quanto notificato a una società cancellata, un soggetto giuridicamente inesistente. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza precedente senza rinvio, ponendo fine alla controversia.
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Notifica a società cancellata: l’atto è invalido
Un avviso di accertamento è stato notificato a una società dopo la sua cancellazione dal Registro delle Imprese. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica a società cancellata è invalida, poiché indirizzata a un soggetto inesistente. Di conseguenza, anche il ricorso presentato dall'ex legale rappresentante è stato ritenuto inammissibile. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente e invalidato l'atto impositivo.
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Trasferimento sede all’estero: l’analisi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento della sede legale di una società in un altro Stato membro dell'UE non ne comporta l'estinzione. Di conseguenza, non sussistono i presupposti per applicare la responsabilità sussidiaria degli amministratori per i debiti fiscali della società, come previsto dall'art. 36 del D.P.R. 602/1973. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la responsabilità di un amministratore di fatto di una S.r.l. cancellata dal Registro Imprese italiano dopo essersi trasferita nel Regno Unito. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la continuità giuridica della società impedisce di rivalersi sull'amministratore.
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Società estinta: la Cassazione sulla notifica ai soci
La Corte di Cassazione affronta il caso di una società estinta e dei suoi soci, destinatari di avvisi di accertamento. La Corte riunisce due ricorsi connessi: uno della socia contro un accertamento IRPEF per utili presunti, e uno dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di un accertamento societario. Viene stabilito che, dopo la cancellazione, si verifica un fenomeno successorio: le obbligazioni tributarie della società si trasferiscono ai soci. Pertanto, la notifica dell'accertamento ai soci è legittima, in quanto essi subentrano nei rapporti della società estinta. La sentenza di appello, che aveva annullato l'atto solo per la non retroattività di una norma, viene cassata con rinvio.
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