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Art. 28, comma 4, D.Lgs. n. 175 del 2014

37 provvedimenti

Accertamento Induttivo: Società Estinta ma il Fisco Non si Ferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società immobiliare contro avvisi di `accertamento induttivo` per ricavi non dichiarati. La società, poi estinta e sottoposta a concordato preventivo, contestava la validità delle presunzioni usate dall'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che l'estinzione della società non interrompe il processo tributario per cinque anni. Ha inoltre confermato la legittimità dell'accertamento basato su presunzioni gravi, precise e concordanti, derivanti da mutui superiori ai prezzi dichiarati e dichiarazioni di terzi. Il concordato preventivo non ha influito sul giudizio, non essendoci stata transazione fiscale.
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Notifica accertamento società cancellata: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema cruciale della notifica di un accertamento a una società cancellata. A seguito di un avviso fiscale notificato all'erede di un ex socio, basato su documenti non allegati, la Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza. La decisione finale chiarirà le corrette modalità di notifica in questi complessi scenari tributari.
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Società cancellata: chi può impugnare l’avviso fiscale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1455 del 2026, ha stabilito che un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società cancellata può essere impugnato solo dalla società stessa, attraverso il suo ex liquidatore. Questo principio si basa sulla finzione legale introdotta dall'art. 28 del d.lgs. 175/2014, che mantiene in vita la società per cinque anni ai soli fini fiscali. Di conseguenza, il socio che riceve la notifica dell'atto non ha la legittimazione ad agire e il suo ricorso è inammissibile.
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Responsabilità soci società cancellata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33257/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo i limiti della responsabilità dei soci per i debiti fiscali di una società cancellata dal registro delle imprese. La Corte ha chiarito che per agire contro un ex socio non basta notificare l'avviso di accertamento della società, ma è necessario un atto autonomo e specifico che provi la percezione di somme dal bilancio di liquidazione. Viene inoltre esclusa la possibilità di contestare tardivamente un presunto abuso del diritto nella cancellazione.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19589/2024, chiarisce i limiti dell'obbligo del contraddittorio endoprocedimentale. In seguito al ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società, la Corte ha stabilito che per i tributi non armonizzati, il rispetto del termine di 60 giorni tra la notifica del verbale di constatazione e l'emissione dell'avviso di accertamento è sufficiente a garantire il diritto di difesa del contribuente. Un obbligo generalizzato di contraddittorio sussiste invece solo per i tributi armonizzati, come l'IVA. La sentenza impugnata è stata cassata perché il contribuente, pur avendone avuto la possibilità, non aveva presentato osservazioni nel termine concesso.
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Fallimento società cancellata: la capacità processuale
Una società, cancellata dal registro delle imprese, veniva dichiarata fallita. La Corte d'Appello negava alla società la possibilità di impugnare la sentenza, sostenendo la sua completa estinzione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, chiarendo che in caso di fallimento di una società cancellata, la legge crea una finzione giuridica ('fictio iuris') che le consente di mantenere la capacità processuale per difendersi in giudizio. La società estinta, quindi, può legittimamente contestare la dichiarazione di fallimento.
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Debiti fiscali società estinta: ex socio responsabile
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'ex socio per i debiti fiscali di una società estinta. L'Agenzia delle Entrate deve solo provare lo status di ex socio in fase di accertamento. La prova della percezione di utili da parte del socio è richiesta solo nella successiva fase di riscossione. Viene così riformata la decisione dei giudici di merito che avevano annullato l'avviso di accertamento per mancata prova della distribuzione di attivi.
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Società cancellata: accertamento nullo se notificato dopo
La Corte di Cassazione annulla una sentenza e dichiara inammissibile un ricorso fiscale, poiché l'avviso di accertamento era stato notificato a una società cancellata dal registro delle imprese. Con la cancellazione, la società si estingue e perde ogni capacità giuridica e processuale. Di conseguenza, l'ex liquidatore non ha più la legittimazione a rappresentarla in giudizio, determinando un vizio insanabile che travolge l'intero processo sin dall'origine.
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Notifica ex legale rappresentante: quando è nulla?
La Cassazione ha confermato la nullità di un estratto di ruolo notificato a un ex legale rappresentante per un debito tributario della società liquidata. La notifica ex legale rappresentante non è sufficiente per imputare personalmente il debito, essendo necessario un accertamento specifico sulla sua responsabilità personale, che nel caso di specie mancava.
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Notifica ex socio: valida anche per ipoteca fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di un preavviso di iscrizione ipotecaria intestato a una società già cancellata dal registro delle imprese, ma notificato a un ex socio. La sentenza chiarisce che, con l'estinzione della società, si verifica un fenomeno successorio in cui i debiti si trasferiscono ai soci. Pertanto, la notifica all'ex socio è pienamente valida ed efficace, rendendolo il destinatario legittimo dell'obbligazione tributaria.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17398/2024, ha stabilito che la responsabilità dei soci di una società estinta per i debiti fiscali pregressi deriva da un fenomeno successorio e non dipende dalla normativa del 2014 che ha introdotto una 'fictio iuris' sulla sopravvivenza quinquennale della società. Il caso riguardava un avviso di accertamento per fatture inesistenti notificato ai soci e al liquidatore dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'atto solo sulla base della irretroattività della nuova legge, omettendo di valutare la responsabilità dei soci e del liquidatore secondo i principi generali dell'ordinamento (art. 2495 c.c. e art. 36 D.P.R. 600/1973).
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Responsabilità amministratore: limiti per debiti IRAP
La Corte di Cassazione interviene sul tema della responsabilità amministratore di società estinta per debiti fiscali. Con la sentenza n. 9170/2024, ha stabilito che la responsabilità prevista dall'art. 36 del d.P.R. 602/1973 si limita alle sole imposte dirette (come l'IRES) e ai relativi interessi, escludendo esplicitamente l'IRAP e le sanzioni. Questa precisazione deriva dalla natura civilistica, e non tributaria, di tale responsabilità, che sanziona la mala gestio dell'amministratore e non configura una successione nel debito d'imposta.
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Cancellazione società: responsabilità soci e Fisco
Un ex socio di una Srl a ristretta base partecipativa ha impugnato un avviso di accertamento per utili extrabilancio notificatogli dopo la cancellazione della società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il differimento quinquennale degli effetti fiscali della cancellazione società si applica a tutte le forme di estinzione, non solo a quelle volontarie. Viene così confermata la piena responsabilità del socio per i debiti tributari della società estinta, derivanti dalla presunzione di distribuzione degli utili occulti.
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Notifica a società estinta: la Cassazione fa il punto
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una comunicazione di iscrizione ipotecaria all'ex liquidatore di una società già cancellata dal registro delle imprese. Le commissioni tributarie hanno annullato l'atto, ritenendo la società non più esistente. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo un presunto abuso del diritto. La Corte, riconoscendo la complessità e la novità della questione giuridica sulla validità di una notifica a società estinta in queste circostanze, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Responsabilità socio accomandante e debiti fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 203/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio accomandante contro un avviso di accertamento per debiti fiscali di una società cessata. La Corte ha ribadito che, con l'estinzione della società, si verifica un fenomeno successorio in cui i debiti si trasferiscono ai soci. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali, tra cui la mancata specifica contestazione della 'ratio decidendi' della sentenza d'appello e il difetto di autosufficienza, confermando così la responsabilità del socio accomandante.
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Cancellazione società: debiti fiscali e soci
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità dei soci per debiti fiscali dopo la cancellazione della società. Il caso riguarda un socio a cui è stato notificato un avviso di accertamento per utili extrabilancio dopo che la società era stata cancellata a seguito di fallimento. La Corte Suprema, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla legittimazione passiva del socio e sull'interesse ad agire del Fisco, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, lasciando aperta la questione cruciale sulla sorte dei debiti fiscali post-estinzione societaria.
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Legittimazione ex liquidatore: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dall'ex liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese prima del 13 dicembre 2014. La Corte chiarisce che la norma sull'ultrattività quinquennale della società per fini fiscali non è retroattiva. Pertanto, l'ex liquidatore non possiede la legittimazione ad agire (legitimatio ad processum) per conto di un ente giuridicamente estinto, rendendo nullo qualsiasi atto processuale compiuto, incluso il ricorso.
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Responsabilità liquidatore: la Cassazione fa il punto
L'Agenzia della Riscossione notifica una cartella di pagamento all'ex liquidatore di una società cancellata. I giudici di merito annullano la pretesa, sostenendo che la responsabilità personale del liquidatore richiede un atto specifico. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire le complesse questioni legali relative alla responsabilità liquidatore dopo lo scadere dei cinque anni dalla cancellazione della società, come previsto dalla normativa fiscale.
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Legittimazione liquidatore: cosa succede dopo 5 anni?
La Corte di Cassazione esamina la legittimazione del liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese. Una cartella di pagamento era stata notificata al liquidatore per un debito della società. La Corte si interroga se il liquidatore possa ancora agire in giudizio dopo la scadenza del termine di cinque anni di 'sopravvivenza fiscale' della società (ex art. 28, D.Lgs. 175/2014), decidendo di rinviare la causa a una pubblica udienza per approfondimenti.
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Società cancellata: nullo l’avviso fiscale?
L'Agenzia Fiscale notificava un avviso di accertamento a una società cancellata dal registro imprese. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, la Cassazione ha dichiarato l'intero processo nullo. Motivo: una società cancellata è un ente estinto, privo della capacità di avviare una causa. La sentenza è stata annullata senza rinvio.
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