LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 28 Codice della Crisi d'Impresa

0 provvedimenti

Concordato Semplificato: il cambio di sede non cambia il giudice
Una società agricola, dopo un fallito tentativo di composizione negoziata della crisi presso il Tribunale di Siena, trasferisce la propria sede a Pesaro e lì deposita domanda di concordato semplificato. La Corte di Cassazione interviene per risolvere il conflitto di competenza. La Corte stabilisce un principio chiave sulla competenza territoriale del concordato semplificato: il trasferimento della sede legale nell'anno precedente al deposito della domanda è irrilevante. La competenza resta radicata presso il tribunale del luogo in cui è iniziata la procedura di composizione negoziata (Siena), applicando per analogia le regole già valide per le altre procedure concorsuali per evitare abusi nella scelta del foro.
Continua »
Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore del lavoro interinale. La decisione si fonda sull'accertamento della competenza territoriale basata sul COMI a Milano e sulla prova di un grave stato di insolvenza, manifestato da debiti tributari milionari e perdite d'esercizio strutturali.
Continua »
Competenza territoriale: trasferimento sede e crisi
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza territoriale sorto tra due tribunali in merito all'apertura di una procedura concorsuale. Una società aveva trasferito la propria sede legale meno di un anno prima del deposito della domanda di liquidazione. La Suprema Corte ha stabilito che il trasferimento della sede non rileva ai fini della competenza se avvenuto nell'anno antecedente alla domanda, confermando la competenza del tribunale della sede originaria per garantire la stabilità e la trasparenza delle procedure.
Continua »
Liquidazione Giudiziale: Requisiti e Prova Insolvenza
Una società creditrice ha richiesto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società debitrice per un credito insoluto. Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta, dichiarando lo stato di insolvenza della debitrice. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte della debitrice, di essere al di sotto delle soglie dimensionali previste dalla legge, oltre che sulla presenza di ingenti debiti tributari e sull'incapacità strutturale di far fronte alle proprie obbligazioni.
Continua »
Liquidazione Giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla verifica di uno stato di insolvenza irreversibile, provato da un ammontare di debiti scaduti e non pagati, sia verso privati che verso enti previdenziali e fiscali, superiore alla soglia di 30.000 euro, e sulla conseguente incapacità dell'impresa di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.
Continua »
Competenza territoriale crisi impresa: sede legale
Una società sportiva trasferisce la propria sede legale da una città all'altra poche settimane prima di depositare un ricorso per concordato preventivo. Il tribunale della nuova sede, dopo aver inizialmente affermato la propria giurisdizione, dichiara la propria incompetenza a favore del tribunale della sede precedente, applicando la regola che considera il centro degli interessi principali nell'anno antecedente la domanda. La questione, di rilevante importanza nomofilattica sotto il nuovo Codice della Crisi, viene rimessa dalla Corte di Cassazione a una pubblica udienza per una decisione approfondita, data l'assenza di precedenti specifici.
Continua »
Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società commerciale su ricorso della Procura della Repubblica. La decisione si fonda sull'accertamento di un grave stato di insolvenza, evidenziato da un indebitamento superiore a 900.000 euro verso un solo creditore, un patrimonio netto negativo per oltre 2.200.000 euro, pignoramenti immobiliari e la stessa ammissione della società debitrice. La sentenza ha confermato che la presenza di questi elementi dimostra un'incapacità strutturale e definitiva di far fronte alle obbligazioni, giustificando l'avvio della procedura concorsuale.
Continua »
Liquidazione Giudiziale: prova dell’insolvenza
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società per un credito di lavoro non pagato. La società non si è presentata in giudizio né ha depositato i bilanci. Il Tribunale ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale basandosi su diversi indizi di insolvenza, tra cui il mancato pagamento del debito, un'ingente esposizione debitoria verso l'INPS e la totale inerzia della società, considerati sufficienti a provare l'incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Quest'ultima non si è costituita in giudizio né ha depositato la documentazione contabile. Il Tribunale, sulla base di prove acquisite d'ufficio, come ingenti debiti erariali e previdenziali, un protesto e il mancato deposito dei bilanci, ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, aprendo la procedura di liquidazione giudiziale e nominando un curatore.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si dichiara?
Un creditore, titolare di un credito da lavoro, ha richiesto con successo la liquidazione giudiziale di una società. Il Tribunale ha dichiarato lo stato di insolvenza sulla base di molteplici indicatori, tra cui ingenti debiti previdenziali, la mancata presentazione dei bilanci e l'esito negativo di precedenti azioni esecutive. La mancata costituzione in giudizio della società debitrice è stata un fattore decisivo, poiché non ha fornito la prova contraria sull'assoggettabilità alla procedura.
Continua »
Liquidazione giudiziale: i criteri per l’apertura
Il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una ditta individuale a seguito del ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla conclamata insolvenza del debitore, provata da molteplici debiti (verso il creditore, Fisco e enti previdenziali) e dalla sua mancata costituzione in giudizio, che ha impedito la verifica delle soglie di fallibilità.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si dichiara aperta?
A seguito del ricorso del Pubblico Ministero, il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da ingenti debiti tributari e previdenziali e dal superamento delle soglie di legge. La società, pur regolarmente notificata, non si è costituita in giudizio, un comportamento che ha ulteriormente rafforzato la convinzione del Tribunale.
Continua »
COMI sede effettiva: prevale sulla sede legale
Un'azienda creditrice ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Il Tribunale di Monza ha affermato la propria competenza, stabilendo che il COMI sede effettiva, ovvero il centro operativo dell'impresa, prevale sulla sede legale fittizia. La decisione si basa su prove concrete come contratti di locazione, presenza di beni e risultanze online, che dimostravano l'attività principale in un luogo diverso da quello registrato. Di conseguenza, il Tribunale ha aperto la procedura di liquidazione.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Trieste ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società del settore alimentare su ricorso di due ex dipendenti. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza dell'azienda, incapace di saldare i crediti da lavoro (stipendi e TFR) e sul superamento delle soglie dimensionali che le avrebbero permesso di qualificarsi come 'impresa minore'. La società non si è costituita in giudizio, omettendo di fornire prove a proprio favore.
Continua »
Competenza territoriale crisi d’impresa: sede legale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di competenza territoriale crisi d'impresa, il trasferimento della sede legale di una società nell'anno antecedente il deposito della domanda di accesso a una procedura concorsuale non è rilevante. La giurisdizione rimane radicata presso il tribunale della sede precedente, in applicazione della norma anti-abuso (c.d. forum shopping) prevista dal Codice della Crisi. La Corte ha inoltre chiarito che il tribunale può dichiarare la propria incompetenza anche dopo aver emesso provvedimenti iniziali, non appena riceve la documentazione completa per decidere sull'ammissione alla procedura.
Continua »
Competenza territoriale liquidazione: il COMI e la sede
Una sentenza della Corte d'Appello di Roma chiarisce i criteri per la determinazione della competenza territoriale liquidazione. Il caso riguardava una società con sede legale a Roma e centro operativo a Novara. La Corte ha rigettato il reclamo contro la dichiarazione di liquidazione, stabilendo che, a seguito della chiusura della sede operativa, la presunzione di coincidenza del Centro degli Interessi Principali (COMI) con la sede legale non era stata superata, confermando così la competenza del Tribunale di Roma e lo stato di insolvenza della società.
Continua »
Competenza liquidazione giudiziale: sede legale e COMI
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22302/2025, ha stabilito che per la competenza liquidazione giudiziale è irrilevante il trasferimento della sede legale di una società se avvenuto nell'anno antecedente al deposito dell'istanza. La competenza rimane radicata presso il tribunale della sede precedente, in applicazione del principio di cristallizzazione del foro competente previsto dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Ancona, con sentenza del 01/07/2025 nel caso R.G. 52-1/2025, ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una ditta individuale. La decisione si fonda sullo stato di insolvenza dell'impresa, evidenziato da ingenti debiti verso ex dipendenti, fisco e enti previdenziali, e sulla mancata costituzione in giudizio della debitrice, che non ha così assolto all'onere di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali per evitare la procedura.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
Continua »
Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione è basata sulla sussistenza di un conclamato stato di insolvenza, dimostrato da un ingente debito scaduto verso il ricorrente, debiti tributari e previdenziali significativi, e l'incapacità dell'impresa di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. La sentenza nomina gli organi della procedura e stabilisce le scadenze per i creditori.
Continua »