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Art. 2798 Codice Civile

5 provvedimenti

Pegno irregolare e cauzione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il deposito cauzionale versato in un contratto di locazione costituisce un pegno irregolare. Di conseguenza, il locatore acquisisce la proprietà della somma e la sua successiva ritenzione a compensazione di canoni non pagati non è un pagamento anomalo revocabile in caso di fallimento del conduttore. La Corte ha quindi rigettato il ricorso del fallimento, confermando la decisione della Corte d'Appello e consolidando un principio fondamentale in materia di garanzie locatizie.
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Appalto condominiale senza delibera: chi paga?
Una società di manutenzione ha agito contro un condominio per il pagamento di lavori. La Cassazione ha respinto il ricorso della società, confermando che un appalto condominiale senza delibera assembleare è inefficace. La Corte ha sottolineato che l'assenza di autorizzazione è l'elemento decisivo, rendendo irrilevante l'analisi sulla validità della proposta contrattuale presentata dall'amministratore.
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Leasing traslativo: la Cassazione e la clausola penale
Una società utilizzatrice contesta la clausola penale in un contratto di leasing traslativo. La Cassazione conferma la validità della clausola, pur se generica, imponendone l'esecuzione in buona fede e ammettendo la riduzione da parte del giudice se manifestamente eccessiva, rigettando così i ricorsi di entrambe le parti.
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Revocatoria fallimentare: il momento del pagamento
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale in materia di revocatoria fallimentare. In caso di escussione di un pegno, il momento rilevante per il calcolo del periodo sospetto non è quello dell'imputazione contabile della somma, ma quello della 'monetizzazione del pegno', ovvero della vendita del bene. Nel caso esaminato, una curatela fallimentare aveva agito contro una banca per revocare un pagamento, ma la Corte ha stabilito che la vendita dei titoli in pegno, avvenuta fuori dal periodo sospetto, costituiva il pagamento effettivo, rendendo l'azione inefficace.
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Pegno irregolare: quando è revocabile nel fallimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7013/2025, chiarisce i criteri per distinguere il pegno regolare dal pegno irregolare e le condizioni per la sua revocabilità in ambito fallimentare. La curatela di una società fallita aveva agito in revocatoria contro una banca per una garanzia pignoratizia su una somma di denaro. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che per aversi pegno irregolare è necessaria la facoltà del creditore di disporre del bene, facoltà che deve essere accertata nel contratto. Inoltre, ha ribadito che la prova della conoscenza dello stato di insolvenza del debitore (scientia decoctionis) da parte della banca deve basarsi su una valutazione complessiva di tutti gli indizi disponibili.
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