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Art. 2797 Codice Civile

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25 provvedimenti

Litisconsorzio necessario: annullata la sentenza
Un ente locale aveva costituito un pegno su azioni a garanzia di un finanziamento concesso da una banca a una fondazione. A seguito dell'inadempimento, la banca ha avviato la vendita delle azioni e l'ente locale si è opposto, contestando la validità del pegno. La Corte di Cassazione, rilevando d'ufficio la mancata partecipazione al giudizio della fondazione debitrice, ha dichiarato la nullità di tutte le sentenze precedenti per violazione del litisconsorzio necessario, rinviando la causa al primo grado.
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Indebito arricchimento: la prova dell’incarico P.A.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32662/2024, si è pronunciata sul tema dell'indebito arricchimento nei confronti della Pubblica Amministrazione. Il caso riguarda due professionisti che avevano richiesto un compenso per un'attività di progettazione svolta senza un contratto formale. La Corte ha confermato la decisione di merito, riconoscendo l'indennizzo solo per la parte di attività per cui era provato un vantaggio diretto per l'ente. Per la restante attività, svolta su incarico di una società terza, la domanda è stata respinta, sottolineando l'importanza cruciale della prova del conferimento diretto dell'incarico per poter agire per indebito arricchimento.
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Revocatoria fallimentare: il momento del pagamento
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale in materia di revocatoria fallimentare. In caso di escussione di un pegno, il momento rilevante per il calcolo del periodo sospetto non è quello dell'imputazione contabile della somma, ma quello della 'monetizzazione del pegno', ovvero della vendita del bene. Nel caso esaminato, una curatela fallimentare aveva agito contro una banca per revocare un pagamento, ma la Corte ha stabilito che la vendita dei titoli in pegno, avvenuta fuori dal periodo sospetto, costituiva il pagamento effettivo, rendendo l'azione inefficace.
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Pegno irregolare: quando è revocabile in fallimento?
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un pagamento eseguito in favore di una banca. La Corte chiarisce che un pegno su somme di denaro è 'regolare' se la banca non può disporre liberamente della somma prima dell'inadempimento del debitore. Di conseguenza, l'incameramento della somma costituisce un pagamento, soggetto ad azione revocatoria fallimentare se la banca era a conoscenza dello stato di insolvenza del cliente, provato in questo caso dall'aver classificato il rapporto 'a sofferenza'.
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Pegno irregolare: quando la polizza non si sequestra
La Corte di Cassazione ha stabilito che una polizza vita data in pegno irregolare a una banca non può essere soggetta a sequestro preventivo a carico del debitore. Con il pegno irregolare, la proprietà del bene passa al creditore, uscendo dal patrimonio del debitore e rendendo inefficace la misura cautelare reale.
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