Un padre ha citato in giudizio la figlia e l'ex genero per la restituzione di ingenti somme di denaro, sostenendo si trattasse di prestiti. L'ex genero si è difeso affermando che i versamenti costituissero una donazione indiretta, spinta da spirito di liberalità. La Corte d'Appello di Trieste ha confermato la decisione di primo grado, rigettando la richiesta del padre nei confronti dell'ex genero. La sentenza ha stabilito che, in assenza di prove concrete di un contratto di mutuo, le somme versate per sostenere la famiglia della figlia vanno considerate donazioni, soprattutto alla luce del lungo tempo trascorso senza richieste di restituzione e della coincidenza della richiesta con la separazione della coppia.
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