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Art. 273 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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711 provvedimenti

Altri anni per Art. 273 Codice di Procedura Penale

Competenza giudice misure cautelari: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un indagato, membro dell'equipaggio di una nave coinvolta nel trasporto di oltre 5.300 kg di cocaina. L'imputato contestava la legittimità della custodia cautelare, sollevando questioni sulla competenza del giudice che l'aveva disposta. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la distinzione fondamentale tra la competenza funzionale del giudice per la convalida del fermo (legata al luogo dell'arresto) e la competenza per territorio del giudice che emette la misura cautelare successiva. La sentenza chiarisce che l'eventuale invalidità del primo provvedimento non si estende automaticamente al secondo, data la loro autonomia. La Corte ha inoltre respinto le doglianze sulla mancata produzione di prove video, confermando la solidità del quadro indiziario basato su altri elementi. La decisione sottolinea i principi sulla competenza del giudice per le misure cautelari e sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza in contesti di criminalità organizzata.
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Competenza cautelare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un membro dell'equipaggio di una nave, accusato di traffico internazionale di oltre 5 tonnellate di cocaina. La sentenza affronta la cruciale distinzione tra la competenza del giudice che convalida l'arresto e la competenza cautelare del giudice del procedimento, stabilendo che l'eventuale incompetenza del primo non invalida l'ordinanza emessa dal secondo. La Corte ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, rigettando le eccezioni procedurali della difesa.
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Competenza cautelare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. La sentenza ribadisce principi fondamentali sulla competenza cautelare, distinguendo nettamente il ruolo del giudice della convalida dell'arresto da quello del giudice competente per il procedimento. Viene inoltre chiarito che la mancata trasmissione di una videoripresa non inficia la misura se gli elementi essenziali sono contenuti in una relazione di servizio della polizia giudiziaria.
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Misura cautelare: valida anche se emessa da GIP?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, sottoposto a misura cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha confermato la validità del provvedimento, anche se emesso in via d'urgenza da un GIP non competente per territorio, chiarendo che tale misura ha efficacia provvisoria. Sono stati inoltre respinti i motivi relativi al mancato deposito di prove e alla presunta assenza di indizi, confermando l'impianto accusatorio.
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Competenza giudice misura cautelare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La sentenza ribadisce i principi sulla competenza del giudice per la misura cautelare, distinguendola nettamente da quella del giudice che convalida l'arresto, e chiarisce i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza operata dal Tribunale del Riesame.
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Competenza cautelare: la Cassazione chiarisce
Un individuo, arrestato per traffico internazionale di stupefacenti, ha impugnato in Cassazione la propria custodia cautelare in carcere. Contestava la competenza cautelare del giudice, sostenendo che spettasse al giudice del luogo di arresto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui la competenza per la convalida dell'arresto e quella per l'emissione della misura cautelare sono distinte e autonome. L'eventuale invalidità del primo atto non inficia il secondo. La Corte ha inoltre respinto le censure relative alla mancanza di prove, confermando la valutazione del tribunale del riesame.
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Misura cautelare e competenza del giudice
Un soggetto in custodia cautelare per traffico internazionale di stupefacenti ha impugnato l'ordinanza, sostenendo l'invalidità della misura a causa dell'incompetenza del primo giudice che ha convalidato il fermo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la competenza per la convalida del fermo è distinta e autonoma da quella per l'emissione della misura cautelare. Un vizio nella prima fase non si trasmette automaticamente alla seconda, se questa è gestita dal giudice competente. La Corte ha inoltre respinto le censure sulla gestione delle prove, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un nuovo giudizio di merito.
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Competenza GIP: misura cautelare e convalida fermo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito la distinzione tra la competenza GIP per la convalida del fermo e quella per l'emissione della misura, affermando la validità del provvedimento provvisorio emesso dal giudice incompetente per territorio, ai sensi dell'art. 27 c.p.p. Rigettati anche i motivi su omesso deposito di prove e carenza di indizi.
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Competenza GIP: misura cautelare e luogo dell’arresto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La sentenza affronta temi cruciali di procedura penale, tra cui la competenza GIP in caso di arresto in luogo diverso da quello di commissione del reato, l'onere di deposito degli atti da parte del PM e la valutazione dei gravi indizi per reati associativi. La Corte ribadisce che la misura emessa dal GIP del luogo dell'arresto ha efficacia provvisoria e non invalida quella successivamente confermata dal giudice competente.
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Competenza cautelare: la Cassazione fa chiarezza
La Cassazione ha esaminato un ricorso contro una misura di custodia cautelare per traffico di droga. Il ricorrente contestava la competenza cautelare del giudice, sostenendo che dovesse essere quello del luogo d'arresto. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando la netta distinzione e autonomia tra la competenza funzionale per la convalida dell'arresto e quella territoriale per l'emissione della misura cautelare. L'eventuale vizio della prima non invalida la seconda. Ha inoltre ritenuto infondate le censure sulla mancata trasmissione di prove e sulla sussistenza degli indizi.
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Competenza cautelare: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito i principi sulla competenza cautelare, distinguendo tra giudice della convalida e giudice territorialmente competente, e ha ribadito i limiti del sindacato di legittimità sui vizi di motivazione e sulla valutazione delle prove.
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Competenza cautelare: la Cassazione fa chiarezza
La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la competenza cautelare. L'imputato, arrestato per traffico internazionale di stupefacenti, contestava la misura di custodia cautelare sostenendo l'incompetenza del giudice che l'aveva emessa. La Corte ha ribadito il principio secondo cui una misura cautelare disposta dal GIP del luogo dell'arresto, anche se territorialmente incompetente per il caso di merito, possiede validità provvisoria. Anche le altre censure, relative alla mancata allegazione di prove e alla carenza di indizi, sono state respinte perché infondate o generiche.
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Chiamata in correità: requisiti per la misura cautelare
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di arresti domiciliari per detenzione di stupefacenti, basata sulla sola chiamata in correità di un co-indagato. La sentenza ribadisce che, ai fini delle misure cautelari, le dichiarazioni accusatorie devono essere non solo intrinsecamente attendibili, ma anche supportate da riscontri esterni, oggettivi e individualizzanti, che il giudice di merito aveva omesso di verificare adeguatamente. La semplice presenza dei due soggetti sul luogo del fatto non è sufficiente a costituire un valido riscontro.
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Associazione mafiosa: inammissibile il riesame di fatto
Un ex appartenente alla Polizia di Stato ricorre contro la misura degli arresti domiciliari per presunta partecipazione ad un'associazione mafiosa. L'imputato sostiene che gli indizi a suo carico, basati su intercettazioni, siano stati mal interpretati. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare i fatti, e conferma la logicità della valutazione del tribunale del riesame sia sui gravi indizi di colpevolezza sia sulla necessità della misura cautelare.
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Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un gruppo di individui accusati di formare un'associazione per delinquere dedita a borseggi e rapine sui mezzi pubblici. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che la sussistenza di un'associazione criminale può essere provata attraverso le modalità coordinate e sistematiche con cui vengono commessi i singoli reati, distinguendola nettamente dal semplice concorso di persone.
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Collaboratori di giustizia: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per un omicidio di stampo mafioso avvenuto nel 2004. La difesa contestava la legittimità della riapertura delle indagini e l'attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. La Corte ha confermato la validità del provvedimento, ritenendo sufficiente l'esigenza di nuove investigazioni per la riapertura e corretta la valutazione delle chiamate in correità, purché supportate da riscontri esterni individualizzanti.
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Omessa trasmissione atti: quando la misura non decade
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che lamentava l'omessa trasmissione atti al Tribunale del Riesame. La Corte ha chiarito che la misura cautelare non perde efficacia se gli atti mancanti non sono 'determinanti' per la decisione e se le informazioni cruciali sono desumibili da altri documenti presenti nel fascicolo.
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Estorsione con metodo mafioso: la Cassazione decide
Un individuo, indagato per estorsione aggravata, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza che ha disposto per lui gli arresti domiciliari. I ricorsi, basati su presunta carenza di prove, erronea valutazione dei fatti e violazione del principio del 'ne bis in idem', sono stati respinti. La Suprema Corte ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale, sottolineando che per l'estorsione con metodo mafioso è sufficiente l'intervento intimidatorio di un esponente criminale, estendendo l'aggravante a tutti i concorrenti, e che il reato si considera consumato quando la vittima è costretta a tollerare un'azione dannosa.
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Gravità indiziaria: quando bastano gli indizi?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che, in fase cautelare, la gravità indiziaria non richiede la certezza della colpevolezza, ma una 'qualificata probabilità' basata su elementi logici e coerenti. Nel caso di specie, pur in assenza di prove dirette come il sequestro della sostanza durante lo scambio, un insieme di indizi (intercettazioni, video, controlli incrociati) è stato ritenuto sufficiente a giustificare la misura.
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Presunzione di pericolosità: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la presunzione di pericolosità non è superata dal semplice decorso del tempo ('tempo silente') senza prove concrete di un definitivo allontanamento dal contesto criminale. È stata inoltre confermata la legittimità della valutazione del giudice, anche se basata sulla tecnica del 'copia-incolla', purché emerga un vaglio critico e autonomo degli elementi.
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