In una complessa vicenda ereditaria, la Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un testamento olografo alterato nella data da soggetti terzi. La defunta aveva redatto tre testamenti: uno a favore del proprio parroco, uno successivo a favore dei ricorrenti e un terzo con clausola di sostituzione. I beneficiari del primo testamento hanno proposto querela di falso, sostenendo che la data del secondo testamento fosse stata modificata per farlo apparire come l'ultimo redatto. Attraverso una perizia e l'analisi di precisi elementi indiziari, i giudici di merito hanno accertato la falsificazione della data. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei beneficiari esclusi, stabilendo che l'alterazione della data da parte di terzi esclude l'autografia del documento e ne determina la nullità quando la cronologia delle schede è decisiva. Vince definitivamente il parroco, con condanna dei ricorrenti alle spese.
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