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Art. 2726 Codice Civile

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96 provvedimenti

Tracciabilità pagamenti ASD: la Cassazione conferma
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) si è vista revocare il regime fiscale agevolato per aver violato le norme sulla tracciabilità dei pagamenti. L'associazione emetteva assegni a proprio nome, li incassava in contanti e poi pagava atleti e collaboratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, confermando che tale pratica elude la tracciabilità e comporta la perdita dei benefici fiscali, in quanto lo scopo della norma è impedire la circolazione di denaro al di fuori dei canali finanziari tracciabili.
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Agevolazioni fiscali ASD: la Cassazione e i pagamenti
Un'associazione sportiva dilettantistica perde le agevolazioni fiscali ASD a causa del superamento della soglia di ricavi e dell'utilizzo di pagamenti non tracciabili, effettuati tramite assegni intestati a sé stessa e poi convertiti in contanti per pagare i collaboratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tali pratiche violano l'obbligo di tracciabilità e giustificano la revoca del regime speciale. Inoltre, ha negato la detrazione dell'IVA sugli acquisti, in quanto incompatibile con il regime forfettario scelto dall'associazione.
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Tracciabilità pagamenti ASD: la Cassazione decide
Un'associazione sportiva dilettantistica perde i benefici fiscali per aver eluso la tracciabilità pagamenti ASD, utilizzando assegni a sé stessa per pagare collaboratori in contanti. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo legittima la decadenza dalle agevolazioni per aver superato i limiti di ricavi e per le modalità di pagamento non tracciabili.
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Prova pagamento pubblica amministrazione: la quietanza
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di prova del pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Una società appaltatrice richiedeva il pagamento per la revisione prezzi di un'opera pubblica. L'Amministrazione si opponeva sostenendo di aver già pagato e produceva due note ricognitive sottoscritte dalla società. La Corte ha stabilito che tali note, pur non essendo una quietanza formale, costituiscono una confessione stragiudiziale valida come prova del pagamento. È stato inoltre confermato il limite decennale per la conservazione della documentazione bancaria. La sentenza analizza la distinzione tra forma richiesta per la validità di un atto e quella per la sua prova, elemento cruciale in materia di contratti pubblici.
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Responsabilità del liquidatore e creditori privilegiati
Un ex socio ha citato in giudizio il liquidatore di una società cancellata, lamentando una gestione scorretta del patrimonio residuo. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità del liquidatore, stabilendo la legittimità del pagamento prioritario dei creditori privilegiati, anche se ciò esaurisce l'attivo sociale. La condotta del liquidatore è stata ritenuta corretta, respingendo le pretese risarcitorie del socio.
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Diffida ad adempiere: quando non è legittima
Un promittente venditore di un terreno agricolo ha inviato una diffida ad adempiere ai promissari acquirenti, chiedendo poi la risoluzione del contratto. I tribunali, fino alla Cassazione, hanno dato torto al venditore. La Corte ha stabilito che la diffida ad adempiere è uno strumento a disposizione della parte adempiente, non di quella che è essa stessa in torto. Nel caso specifico, i compratori avevano regolarmente effettuato i pagamenti concordati, anche estinguendo debiti del venditore con le banche, mentre il venditore si era ingiustificatamente rifiutato di procedere alla vendita definitiva.
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Composizione collegiale: nullità se il giudice è unico
Un avvocato ha citato in giudizio l'erede del suo defunto cliente per ottenere il pagamento dei compensi professionali. Il caso, che per legge richiede una composizione collegiale del tribunale, è stato invece istruito e trattato da un giudice unico prima della decisione finale del collegio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, dichiarando la nullità del procedimento e della conseguente ordinanza di pagamento. La Corte ha stabilito che la violazione della regola sulla composizione collegiale rende invalida l'intera procedura, cassando la decisione e rinviando la causa al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Inadempimento contratto preliminare: le novità
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di inadempimento contratto preliminare, stabilendo che il promissario acquirente può legittimamente rifiutarsi di stipulare il rogito in assenza del certificato di abitabilità. La Corte ha rigettato il ricorso del costruttore, che pretendeva somme aggiuntive basate su un accordo superato da una scrittura successiva, confermando la sua malafede. È stato invece accolto il ricorso incidentale degli acquirenti, riconoscendo il loro diritto a specificare la richiesta di risarcimento danni anche in una fase successiva del processo, secondo le norme procedurali applicabili all'epoca.
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Simulazione contratto preliminare: la prova decisiva
Un creditore contesta un contratto preliminare di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo si tratti di una simulazione contratto preliminare volta a sottrarre beni alla garanzia patrimoniale. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, accogliendo la tesi del creditore. La sentenza chiarisce che, a fronte di seri indizi di simulazione, spetta alle parti del contratto dimostrare l'effettività dell'accordo, in particolare provando l'avvenuto pagamento del prezzo. La Corte ha ritenuto irrilevante la rinuncia parziale alla domanda da parte dell'acquirente nei confronti di uno dei venditori, data la scindibilità delle posizioni.
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Diritto al contraddittorio: decisione nulla prima del termine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di una Corte d'Appello che aveva deciso una causa prima della scadenza del termine concesso alle parti per depositare memorie difensive. La violazione del diritto al contraddittorio, principio cardine del giusto processo, ha reso la decisione nulla, imponendo un nuovo esame della questione.
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Modifica domanda processo del lavoro: i limiti
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce i rigidi limiti alla modifica della domanda nel processo del lavoro. Il caso riguarda un agente che ha perso la causa per violazione del patto di esclusiva, non solo per non aver provato il suo diritto, ma anche per aver tentato una modifica inammissibile della domanda iniziale. La Corte ha ribadito che qualsiasi cambiamento sostanziale dei fatti a fondamento della richiesta è precluso dopo gli atti introduttivi, salvo gravi motivi autorizzati dal giudice. Questo principio sulla modifica domanda processo del lavoro è stato decisivo per confermare la sentenza di rigetto.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per responsabilità professionale avvocato. Il caso verteva su un presunto errore del legale in un procedimento di pignoramento. La Corte ha stabilito che il ricorso era una richiesta di riesame dei fatti, non una censura per violazione di legge, ribadendo che la valutazione del nesso causale e delle prove spetta ai giudici di merito.
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Omessa pronuncia: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di una omessa pronuncia su specifici motivi di gravame. Il caso, originato da una complessa compravendita immobiliare del 1988, vedeva contrapposti acquirenti e venditori su questioni di risarcimento danni, rimborso spese e validità degli atti. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi degli acquirenti, rilevando che i giudici di secondo grado non si erano espressi su una domanda di risarcimento per il ritardo nella trascrizione dell'atto e su un motivo d'appello relativo al rimborso delle spese per la cancellazione di ipoteche. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Falso giuramento e risarcimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21596/2025, affronta un caso di risarcimento per falso giuramento. La Corte ha stabilito che, se un processo penale si conclude con l'annullamento della condanna per prescrizione, il giudice civile non è vincolato da quella decisione. Per accertare il danno, deve riesaminare autonomamente tutte le prove, come le quietanze di pagamento, che possono prevalere sulle testimonianze, specialmente se non si tratta di confessioni dirette alla controparte.
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Scrittura privata compravendita: vale come vendita?
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il valore di una scrittura privata di compravendita immobiliare in una disputa familiare. La Corte ha stabilito che, se il testo manifesta la volontà di trasferire immediatamente il bene, il contratto è definitivo e non preliminare. Di conseguenza, l'azione per l'accertamento dell'autenticità delle firme è imprescrittibile. La Corte ha rigettato l'appello della venditrice, che sosteneva la natura preliminare dell'atto e la simulazione, confermando il trasferimento di proprietà al compratore.
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Quietanza di pagamento: valore di confessione in atto
Un venditore ha citato in giudizio l'acquirente per la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare, sostenendo di non aver ricevuto il pagamento. Il Tribunale ha respinto la domanda, evidenziando che la quietanza di pagamento inserita nell'atto notarile costituisce una confessione stragiudiziale con piena efficacia probatoria. Poiché il venditore non ha provato errore di fatto o violenza, unici motivi validi per invalidare la confessione, la sua azione è stata giudicata infondata e temeraria, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali e di un'ulteriore somma a titolo di sanzione.
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