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Art. 2724 Codice Civile

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186 provvedimenti

Compenso avvocato forma scritta: la mail non basta
Una cliente ha impugnato una sentenza che la condannava a pagare le parcelle del proprio legale, sostenendo l'esistenza di un accordo verbale per un importo inferiore, provato da scambi di email. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, riaffermando il principio secondo cui per il compenso dell'avvocato la forma scritta è un requisito essenziale per la validità dell'accordo (ad substantiam), come previsto dall'art. 2233 c.c. Di conseguenza, le comunicazioni informali come le email non possono sostituire un contratto formale, e in sua assenza si applicano le tariffe professionali standard.
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Prova cessione del credito: Gazzetta non basta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Milano ha stabilito che la prova della cessione del credito non può basarsi unicamente sulla pubblicazione dell'avviso di cessione in blocco in Gazzetta Ufficiale. Il creditore cessionario ha l'onere di dimostrare la titolarità dello specifico credito attraverso il contratto di cessione. Mancando tale prova, il decreto ingiuntivo è stato revocato e la pretesa del creditore respinta.
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Prova della consegna: vittoria senza bolle di trasporto
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il tema della prova della consegna in assenza di bolle o DDT. Il caso riguarda due società con stretti legami familiari e commerciali operanti nella stessa sede. La Corte ha stabilito che, in mancanza di documenti formali, la consegna può essere provata attraverso presunzioni, come la registrazione delle fatture nei registri IVA di entrambe le parti, testimonianze e la logica commerciale dei rapporti. La decisione riforma parzialmente la sentenza di primo grado, accogliendo in parte sia la domanda principale che quella riconvenzionale e compensando le spese legali per soccombenza reciproca.
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Prova consegna merce: come dimostrarla senza firma
Una società fornitrice di prodotti agricoli ha appellato una sentenza che aveva ridotto il suo credito a causa del disconoscimento delle firme su diverse bolle di consegna da parte del cliente. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prova della consegna della merce non è vincolata alla sola prova documentale. Ammettendo la prova testimoniale, che ha confermato le forniture, la Corte ha affermato il principio della libertà dei mezzi probatori in materia, condannando il debitore al pagamento dell'intero importo.
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Responsabilità professionale avvocato: appello tardivo
Una società ha citato in giudizio i propri legali per responsabilità professionale, avendo questi depositato tardivamente l'atto di appello avverso una sentenza sfavorevole, rendendolo inammissibile. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento. La decisione si fonda sul principio che la responsabilità professionale dell'avvocato sussiste solo se si dimostra che, senza l'errore del legale, l'esito della causa sarebbe stato favorevole al cliente. In questo caso, la Corte ha ritenuto, attraverso un giudizio prognostico, che l'appello tardivo non avesse comunque ragionevoli possibilità di essere accolto nel merito, escludendo quindi il nesso di causalità tra la negligenza e il danno lamentato.
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Preliminare vendita immobile e vendita a terzi
Una sentenza della Corte d'Appello di Salerno stabilisce un principio fondamentale in materia di preliminare vendita immobile. Anche se il promittente venditore vende l'immobile a un terzo prima della data del rogito, non si configura un inadempimento automatico. Il promissario acquirente, per far valere i propri diritti, ha sempre l'onere di convocare formalmente la controparte davanti al notaio per la stipula del contratto definitivo. In assenza di tale convocazione, la richiesta di risarcimento o di restituzione del doppio della caparra viene respinta.
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