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Art. 2702 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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69 provvedimenti

Altri anni per Art. 2702 Codice Civile

Data certa e Fisco: quando un accordo è opponibile
Una società contribuente riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte su interessi attivi non dichiarati, relativi a un finanziamento concesso a una partecipata. La società si difendeva producendo una scrittura privata che posticipava la decorrenza di tali interessi. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva la tesi del contribuente. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la sentenza, stabilendo che i giudici di merito hanno errato nel non verificare se la scrittura privata avesse data certa. Senza questo requisito, l'accordo non è opponibile all'Amministrazione Finanziaria, considerata terza rispetto all'accordo.
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Accertamento induttivo: la Cassazione conferma
Una società agricola e il suo socio di maggioranza hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un'indagine per operazioni fittizie. Nonostante la contabilità fosse formalmente corretta, l'Agenzia delle Entrate ha utilizzato il metodo dell'accertamento induttivo, basandosi su una serie di presunzioni (sede in disuso, veicoli inadeguati). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La Corte ha chiarito che un precedente giudizio favorevole non si estende ad altre annualità (principio di autonomia dei periodi d'imposta) e che non esiste un divieto assoluto di 'doppia presunzione'. L'onere di fornire prova contraria spettava al contribuente, che non vi ha provveduto.
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Ultrapetizione: la CTR non può annullare rilievi non contestati
Una società di logistica ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato alcune parti dell'accertamento che la società stessa non aveva contestato. La Corte di Cassazione ha censurato questa decisione per vizio di ultrapetizione, riaffermando che un giudice non può pronunciarsi oltre i limiti delle domande formulate dalle parti. Di conseguenza, i rilievi fiscali non impugnati dal contribuente sono stati considerati validi.
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Notifica cartella esattoriale: i chiarimenti della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha chiarito che per la notifica cartella esattoriale tramite raccomandata diretta non sono necessarie le formalità previste per gli ufficiali giudiziari, come l'invio della CAN. Inoltre, ha ribadito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico e non generico, e ha confermato i termini di prescrizione applicabili.
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Ultimazione dei lavori e IMU: la Cassazione decide
Un comune ha richiesto il pagamento dell'IMU per un nuovo parco eolico per l'intero anno di costruzione. La società proprietaria si è opposta, sostenendo che l'impianto fosse stato completato solo a fine anno. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che il presupposto per l'imposta è la data di ultimazione dei lavori. Poiché il possesso dell'immobile ultimato nel mese finale dell'anno è durato meno di quindici giorni, l'IMU per quell'anno non era dovuta.
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Accertamento analitico-induttivo: prova dei costi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. L'accertamento, basato su fatture non contabilizzate da fornitori esteri, è stato confermato. La Corte ha stabilito che in un accertamento analitico-induttivo, l'onere di provare l'esistenza di costi deducibili grava interamente sul contribuente. Non è previsto un riconoscimento forfettario dei costi da parte dell'amministrazione finanziaria.
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Disconoscimento copia: quando è valido in giudizio?
Un contribuente ha impugnato un pignoramento, contestando la notifica di un atto presupposto attraverso il disconoscimento della copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un generico disconoscimento copia non è sufficiente. È necessario specificare gli elementi di difformità rispetto all'originale. La Corte ha inoltre chiarito che l'ente riscossore non è obbligato a produrre in giudizio l'originale dell'atto notificato.
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Notifica Udienza: Cassazione rinvia per vizio formale
Una società impugna un accertamento fiscale per IRES, IRAP e IVA. Dopo la sconfitta in appello, ricorre in Cassazione lamentando diversi vizi, tra cui la mancata notifica dell'udienza. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a nuovo ruolo, ordinando l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per verificare il potenziale difetto procedurale relativo alla notifica udienza, ritenuto pregiudiziale per la prosecuzione del giudizio.
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Delega di firma: nullo l’avviso se non è provata
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento notificato a un contribuente, socio di una società estinta. La decisione si fonda su un principio cruciale: se il contribuente contesta la firma sull'atto, spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare la legittimità del potere del funzionario che ha firmato, producendo la relativa delega di firma. La mancata produzione di tale prova nei gradi di merito del giudizio determina la nullità insanabile dell'atto impositivo.
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