Il Destinatario della Misura e la Madre hanno richiesto la revocazione della confisca definitiva di prevenzione sui loro beni, presentando come prova nuova una scrittura privata del 2008, asseritamente smarrita e ritrovata quattordici anni dopo nell'archivio di un notaio. Secondo i ricorrenti, l'atto dimostrava l'origine lecita dei capitali, derivanti dalla gestione di una società balneare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la revocazione della confisca richiede prove sopravvenute o incolpevolmente scoperte. Nel caso specifico, i ricorrenti avrebbero potuto usare l'ordinaria diligenza per recuperare il documento dal notaio durante il primo giudizio. La richiesta è stata quindi respinta per negligenza degli interessati.
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