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Art. 2702 Codice Civile — Anno 2024

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147 provvedimenti

Altri anni per Art. 2702 Codice Civile

Autosufficienza del ricorso: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della violazione del principio di autosufficienza. La parte ricorrente non ha adeguatamente riprodotto né indicato la collocazione degli atti processuali essenziali, impedendo alla Corte di valutare le censure. La decisione riafferma l'importanza di questo requisito procedurale, confermandone la compatibilità con i principi europei sul giusto processo e sottolineando che non si tratta di 'eccessivo formalismo' ma di una regola fondamentale per il corretto funzionamento della giustizia di legittimità.
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Licenziamento per giusta causa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un responsabile commerciale, confermando il suo licenziamento per giusta causa. Il lavoratore era stato licenziato per aver sistematicamente e senza autorizzazione ridotto i prezzi di vendita a favore di un unico cliente, causando un ingente danno economico all'azienda. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, e ha confermato la validità della procedura disciplinare e la sussistenza della condotta infedele.
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Credito privilegiato: basta la causa, non la norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32951/2024, chiarisce i requisiti per l'ammissione di un credito privilegiato al passivo fallimentare. Un Comune aveva chiesto l'ammissione in via privilegiata di un credito verso una società di riscossione fallita, ma il Tribunale lo aveva ammesso solo come chirografario per mancata 'specificazione del titolo del privilegio'. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che è sufficiente indicare la causa del credito (es. tributi non versati), spettando poi al giudice individuare la norma applicabile in base al principio 'iura novit curia'. Indicare la causa del credito è essenziale per il riconoscimento del credito privilegiato.
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Usucapione terreno agricolo: coltivare non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31966/2024, ha rigettato il ricorso per l'usucapione di un terreno agricolo. Il caso riguardava gli eredi di un ex mezzadro che, dopo la cessazione del contratto, avevano continuato a coltivare il fondo per oltre vent'anni. I giudici hanno stabilito che la semplice coltivazione non è sufficiente a dimostrare il possesso "uti dominus" (cioè con l'intenzione di essere proprietario). La relazione con il bene era iniziata come detenzione e, in assenza di un atto inequivocabile di mutamento dell'intenzione (interversio possessionis), tale è rimasta, configurandosi come un comodato o tolleranza. Pertanto, la domanda di usucapione terreno agricolo è stata respinta.
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Privilegio legale: oneri del creditore nel fallimento
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una banca contro l'esclusione del privilegio legale su un credito agrario in un fallimento. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un privilegio speciale, il creditore ha l'onere di indicare specificamente i beni su cui intende esercitare la prelazione, non potendo invocare una generica impossibilità di conoscerli.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile ricorso
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese legali sono state compensate tra le parti a causa di importanti modifiche legislative e giurisprudenziali intervenute sulla materia dell'impugnazione estratto di ruolo, che hanno ridefinito i presupposti dell'azione legale.
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Onere della prova rimborso fiscale: la Cassazione decide
Un ex dirigente di una compagnia petrolifera ha richiesto un rimborso IRPEF, sostenendo che i rendimenti del suo fondo pensione dovessero essere tassati con un'aliquota agevolata. Le corti di merito gli hanno dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che l'onere della prova per il rimborso fiscale spetta interamente al contribuente, il quale deve dimostrare con prove concrete la natura e l'entità dei rendimenti derivanti da investimenti sul mercato, non essendo sufficiente un semplice prospetto di calcolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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