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Art. 27 Codice della Crisi d'Impresa

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58 provvedimenti

Liquidazione giudiziale: quando viene aperta?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una società, su ricorso di alcuni creditori. La decisione si basa sulla conclamata insolvenza dell'impresa, provata da un cospicuo ammontare di debiti fiscali e contributivi non pagati, e sulla sua mancata costituzione in giudizio. La sentenza nomina un giudice delegato e un curatore, fissando i termini per le successive fasi della procedura.
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Competenza territoriale crisi d’impresa: sede effettiva
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Tribunali in materia di crisi d'impresa. Viene stabilito che, per individuare il giudice competente, la presunzione di coincidenza tra la sede legale e il centro degli interessi principali (COMI) del debitore non è assoluta, ma relativa. Pertanto, se vi sono prove univoche che la sede effettiva, dove si svolge l'attività direttiva e amministrativa, è in un luogo diverso e tale circostanza è riconoscibile dai terzi, la competenza territoriale per la crisi d'impresa spetta al Tribunale di quel luogo.
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Sovraindebitamento familiare: quando è unica procedura?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso di alcuni creditori contro l'apertura di una procedura di liquidazione controllata per due familiari. La Corte ha chiarito che per attivare un'unica procedura di sovraindebitamento familiare è sufficiente la comune origine del debito. Inoltre, ha stabilito che la valutazione sulla meritevolezza del debitore non va fatta in fase di ammissione alla procedura, ma solo successivamente, in sede di esdebitazione.
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Composizione negoziata crisi: le misure protettive
Il Tribunale di Firenze analizza un caso di composizione negoziata della crisi per un gruppo societario. Nonostante la grave situazione finanziaria, il giudice conferma le misure protettive e concede misure cautelari per salvaguardare la continuità aziendale e favorire le trattative con i creditori. La decisione si fonda sulla sussistenza di una ragionevole prospettiva di risanamento (fumus boni iuris) e sul rischio che azioni esecutive individuali possano compromettere l'esito della procedura (periculum in mora).
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società su sua stessa istanza. La decisione si basa sulla sussistenza dello stato di insolvenza, evidenziato da debiti erariali significativi, un calo di fatturato e il superamento delle soglie previste dal Codice della Crisi. Il Tribunale ha nominato gli organi della procedura e fissato i termini per i creditori.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa in grave stato di dissesto. La decisione si basa sull'enorme esposizione debitoria (oltre 2,6 milioni di euro) a fronte di un attivo irrisorio (€ 37), sulla richiesta dei creditori e sulla stessa adesione del debitore. La sentenza nomina il Giudice Delegato e il Curatore, fissando le scadenze per la procedura di accertamento del passivo.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura
Un'impresa del settore alimentare, gravata da ingenti debiti verso fornitori, erario ed enti previdenziali, è stata dichiarata in stato di liquidazione giudiziale dal Tribunale di Bergamo. La sentenza evidenzia lo stato di grave dissesto finanziario, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni e la mancata costituzione in giudizio del debitore. Il Tribunale ha nominato un curatore e un giudice delegato, fissando i termini per il deposito dei bilanci e l'udienza di verifica dei crediti, applicando le norme del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società debitrice su ricorso di un creditore. Nonostante la società resistente avesse tentato di difendersi allegando piani di rientro parzialmente onorati e un presunto credito fiscale, il Tribunale ha accertato uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda sull'elevato indebitamento verso il ricorrente e l'erario, sull'esistenza di altre procedure monitorie e sulla mancanza di mezzi liquidi per far fronte alle obbligazioni. È stata inoltre rigettata la richiesta della società di un termine per presentare un piano alternativo, giudicata troppo generica e priva di supporto documentale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Ancona, con sentenza del 01/07/2025 nel caso R.G. 52-1/2025, ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una ditta individuale. La decisione si fonda sullo stato di insolvenza dell'impresa, evidenziato da ingenti debiti verso ex dipendenti, fisco e enti previdenziali, e sulla mancata costituzione in giudizio della debitrice, che non ha così assolto all'onere di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali per evitare la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
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Liquidazione controllata: la quota per il sostentamento
Il Tribunale di Torino, su ricorso di un creditore, ha aperto la procedura di liquidazione controllata del patrimonio di un debitore in stato di sovraindebitamento. La sentenza stabilisce la quota di reddito mensile, pari a 1.233 euro, che il debitore può trattenere per il sostentamento del proprio nucleo familiare, escludendola dalla massa da liquidare. Questa decisione si basa su un'attenta valutazione dei redditi e delle necessità della famiglia, bilanciando i diritti dei creditori con il diritto a una vita dignitosa del debitore.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice per un credito non saldato. Il Tribunale, constatata l'assenza della società in giudizio e analizzando una serie di indizi come l'omesso deposito dei bilanci, l'esistenza di debiti fiscali e previdenziali e la chiusura della sede operativa, ha accolto il ricorso. La sentenza ha dichiarato lo stato di insolvenza e aperto la procedura di liquidazione giudiziale, nominando gli organi preposti.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione è basata sulla sussistenza di un conclamato stato di insolvenza, dimostrato da un ingente debito scaduto verso il ricorrente, debiti tributari e previdenziali significativi, e l'incapacità dell'impresa di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. La sentenza nomina gli organi della procedura e stabilisce le scadenze per i creditori.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa individuale. La decisione si basa sulla presenza di un debito scaduto superiore a €30.000, sull'incapacità dell'imprenditore di dimostrare il possesso dei requisiti per essere considerato 'impresa minore' e sulla conclamata situazione di insolvenza, manifestata dall'impossibilità di far fronte regolarmente ai propri pagamenti. Questa sentenza chiarisce i presupposti fondamentali per l'avvio della procedura di liquidazione giudiziale.
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Liquidazione controllata: i requisiti per ottenerla
Il Tribunale di Ancona ha accolto la richiesta di una debitrice per l'apertura della procedura di liquidazione controllata. La debitrice, gravata da un'ingente esposizione debitoria derivante da garanzie prestate per società di persone familiari, non era più in grado di far fronte ai propri obblighi. Il Tribunale ha verificato la sussistenza dei presupposti di legge, tra cui lo stato di sovraindebitamento, e ha nominato un liquidatore per gestire il patrimonio, che include una parte dello stipendio e un'autovettura, al fine di soddisfare i creditori.
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Liquidazione Giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Ancona ha dichiarato l'apertura della Liquidazione Giudiziale nei confronti di una società formalmente agricola, ma la cui attività è stata ritenuta prevalentemente commerciale. La decisione si basa sullo stato di insolvenza della società, con debiti per oltre 300.000 euro, e sulla sua mancata costituzione in giudizio, che ha fatto scattare la presunzione di assoggettabilità alla procedura concorsuale.
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Liquidazione controllata ex imprenditore: la decisione
Il Tribunale di Bolzano ha esaminato il caso di un ex imprenditore individuale. Pur dichiarando improcedibile la domanda di liquidazione giudiziale, poiché l'attività era cessata da oltre un anno, ha aperto la procedura di liquidazione controllata. La decisione si fonda sulla constatazione dello stato di sovraindebitamento dell'individuo, i cui debiti residui dall'attività d'impresa superavano i 50.000 euro, rendendolo un soggetto idoneo per questa specifica procedura di risoluzione della crisi.
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Liquidazione controllata: aperta per sovraindebitamento
Il Tribunale di Torino ha aperto la procedura di liquidazione controllata per un debitore in stato di sovraindebitamento con debiti per quasi 300.000 euro a fronte di un reddito mensile di 1.800 euro e beni di modesto valore. La sentenza stabilisce la somma mensile da lasciare al debitore per il mantenimento del suo nucleo familiare e nomina un Giudice Delegato e un Liquidatore per gestire il patrimonio.
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