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Art. 268 Codice Civile

12 provvedimenti

Liquidazione controllata: come funziona la procedura
Il Tribunale di Venezia ha decretato l'apertura della liquidazione controllata per un ex imprenditore in stato di sovraindebitamento. Nonostante un precedente fallimento non concluso con l'esdebitazione, il giudice ha ammesso il debitore alla procedura, consentendo la gestione di un debito superiore a 200.000 euro attraverso i beni attuali e parte dei redditi futuri.
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Liquidazione Controllata: Ricorso Respinto, la Cassazione chiude
Un debitore si vede negare l'accesso alla procedura di liquidazione controllata sia in primo grado che in appello. Decide quindi di rivolgersi alla Corte di Cassazione, ma il suo tentativo fallisce. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale sull'inammissibilità del ricorso per la liquidazione controllata. La decisione della Corte d'Appello che nega l'apertura della procedura è definitiva e non può essere ulteriormente impugnata. Questo perché, secondo i giudici, alla liquidazione controllata si applicano le stesse regole della più grande 'liquidazione giudiziale', che prevede espressamente questo divieto. La Cassazione ha quindi chiuso la porta a ulteriori appelli in questa materia.
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Liquidazione Controllata: Stop della Cassazione, ricorso inammissibile
Un'azienda ha richiesto di accedere alla procedura di liquidazione controllata, ma il Tribunale e poi la Corte d'Appello hanno respinto la sua domanda. L'azienda ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione. La decisione si fonda su una norma specifica che, pur riguardando la liquidazione giudiziale, si applica anche a quella controllata. Questa norma prevede che la decisione della Corte d'Appello su questo tema sia definitiva e non possa essere ulteriormente impugnata. Di conseguenza, il tentativo dell'azienda di ottenere una revisione è stato bloccato per motivi procedurali.
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Privilegio fondiario: no in liquidazione associazione
Una associazione non-profit in liquidazione generale è stata oggetto di un pignoramento immobiliare da parte di un istituto di credito titolare di un mutuo fondiario. La Corte di Cassazione ha stabilito che lo speciale privilegio fondiario, che consente agli istituti di credito di proseguire le azioni esecutive individuali nonostante il fallimento del debitore, non si applica alla liquidazione generale di un'associazione. Questa regola, infatti, ha natura eccezionale e non può essere estesa per analogia a procedure diverse dal fallimento. Di conseguenza, l'azione esecutiva è stata legittimamente interrotta.
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Liquidazione controllata: ok del Tribunale a Brescia
Il Tribunale di Brescia ha aperto la procedura di liquidazione controllata per un consumatore in stato di sovraindebitamento. La decisione si basa sulla relazione dell'O.C.C., che ha confermato lo stato di crisi del debitore e la completezza della documentazione. La sentenza nomina il giudice delegato e il liquidatore, fissando i termini per le prossime fasi della procedura.
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Liquidazione controllata: accesso dopo revoca concordato
Un professionista, a seguito della revoca di un concordato minore, ha richiesto la conversione in liquidazione controllata. Il Tribunale ha respinto l'istanza, ritenendola irregolare. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, affermando il diritto del debitore di accedere alla liquidazione controllata come naturale prosecuzione della procedura, in base all'art. 83 CCII, quando la revoca non deriva da frode o inadempimento.
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Ricorso in malafede: condanna dell’amministratore
Una società di costruzioni impugna la dichiarazione di apertura della liquidazione controllata, sostenendo che i debiti fossero inferiori alla soglia di legge. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, evidenziando la sua palese infondatezza. A causa del palese ricorso in malafede, la Corte ha condannato non solo la società, ma anche il suo legale rappresentante, in solido, al pagamento di tutte le spese legali.
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Notifica al debitore: valida anche presso l’ufficio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una notifica eseguita presso la sede dell'ufficio di un imprenditore, che coincideva con la sua residenza e aveva un accesso unico. Anche a seguito del rifiuto da parte di una persona presente, la procedura di notifica al debitore è stata ritenuta corretta e perfezionata con il deposito dell'atto presso la casa comunale. Il ricorso dell'imprenditore, che lamentava vizi procedurali, è stato respinto, stabilendo che la notifica presso il luogo di svolgimento dell'attività lavorativa è legittima.
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Debito postergato: conta per la liquidazione?
Una società ha contestato l'apertura della liquidazione controllata, sostenendo che un debito postergato verso un socio non dovesse essere conteggiato nella soglia minima di indebitamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che un debito è "scaduto" al termine del contratto, anche se la sua postergazione lo rende temporaneamente non esigibile. Pertanto, il debito postergato rientra nel calcolo per l'avvio della procedura, e il ricorso è stato respinto.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
Una Corte d'Appello ha sollevato un rinvio pregiudiziale per sapere se, revocata una liquidazione giudiziale, potesse decidere su una domanda subordinata di liquidazione controllata assorbita in primo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il rinvio inammissibile, poiché il quesito non presentava i requisiti di rilevanza, grave difficoltà interpretativa e novità, riaffermando il dovere primario del giudice di merito di interpretare la legge.
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Liquidazione controllata: quando si avvia la procedura?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice nomina di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) non costituisce un procedimento giudiziario pendente e, pertanto, non può impedire l'apertura di una liquidazione controllata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una debitrice, chiarendo che la procedura di esdebitazione inizia solo con il deposito della domanda al giudice competente tramite l'OCC, non con il solo conferimento dell'incarico. Inoltre, per bloccare la liquidazione non basta una generica assenza di beni, ma è necessaria la certezza assoluta che non vi siano attivi da liquidare, neanche in futuro.
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Liquidazione controllata: ok per start-up innovativa
Una start-up innovativa, in stato di sovraindebitamento, ha ottenuto dal Tribunale di Brescia l'apertura della liquidazione controllata dei propri beni. Il tribunale ha verificato la sussistenza dei requisiti soggettivi, qualificando l'impresa come "minore", e oggettivi, confermando lo stato di crisi. La sentenza ha quindi avviato la procedura, nominando gli organi preposti e stabilendo una durata minima di tre anni.
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