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Art. 2655 Codice Civile

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29 provvedimenti

Annotazione sentenza simulazione: opponibilità al fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annotazione di una sentenza che accerta la simulazione assoluta di una vendita immobiliare è opponibile al fallimento del simulato acquirente, anche in assenza di una precedente trascrizione della domanda giudiziale. L'annotazione, se anteriore alla dichiarazione di fallimento, svolge una funzione dichiarativa autonoma che rende la sentenza efficace nei confronti dei terzi, come la curatela fallimentare, dal momento della sua esecuzione. Il caso è stato rinviato al tribunale di merito per verificare la corretta redazione della nota di annotazione.
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Giurisdizione Usi Civici: la Cassazione decide
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta un caso di giurisdizione sugli usi civici. A seguito di un ricorso contro la decisione di un Commissario per la liquidazione degli usi civici, che aveva negato la propria competenza a giudicare la nullità di un atto di donazione di terreni demaniali, la Corte ha sospeso il giudizio. Riconoscendo la delicatezza della questione, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite, l'organo supremo per la risoluzione dei conflitti di giurisdizione.
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Atto ricognitivo: nessuna sanzione per tardività
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sono dovute sanzioni per la tardiva presentazione dell'atto ricognitivo che accerta l'avveramento di una condizione sospensiva ai fini delle imposte ipotecaria e catastale. La Corte ha chiarito che le norme e i termini previsti per l'imposta di registro non si applicano automaticamente a questi tributi, poiché la cancellazione della condizione è una formalità facoltativa e non soggetta a un termine perentorio, escludendo così l'applicazione di sanzioni per il ritardo.
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Divieto casa vacanza: il regolamento può prevalere?
Una sentenza della Corte di Appello di Roma ha confermato il divieto di destinare un appartamento a casa vacanza, in base a un regolamento condominiale del 1975. La Corte ha stabilito che la clausola che vietava attività di 'albergo e locanda' deve essere interpretata estensivamente, includendo anche le moderne forme di ospitalità extra-alberghiera. Secondo i giudici, l'intento originario del regolamento era quello di precludere qualsiasi attività che comportasse l'alloggio temporaneo a terzi dietro corrispettivo, in quanto potenziale fonte di disturbo. La decisione sottolinea come i regolamenti di natura contrattuale, se correttamente trascritti, siano pienamente vincolanti per tutti i condomini, anche per i successivi acquirenti.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dal creditore?
Una società creditrice ha ottenuto la revoca di un fondo patrimoniale costituito dai debitori. Il Tribunale ha confermato che la delega del recupero crediti a un sub-servicer non iscritto all'albo ex art. 106 TUB non inficia l'azione. Ha inoltre stabilito che la costituzione del fondo, avvenuta dopo la nascita del debito e in prossimità delle azioni di recupero, integra i requisiti del pregiudizio (eventus damni) e della consapevolezza del debitore (consilium fraudis), rendendo l'atto inefficace nei confronti del creditore.
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Azione revocatoria e ipoteca: chi ha la priorità?
Un condominio, forte di una sentenza di accoglimento di un'azione revocatoria, si oppone alla distribuzione del ricavato di un'esecuzione immobiliare a favore di una banca creditrice. Il Tribunale rigetta l'opposizione, stabilendo che l'ipoteca, essendo un diritto reale di garanzia iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda revocatoria, conferisce al creditore ipotecario un diritto di prelazione che prevale sulle pretese del creditore chirografario.
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Azione revocatoria: cessione quote e frode creditore
Un creditore ha ottenuto la dichiarazione di inefficacia per la vendita di quote societarie tramite un'azione revocatoria. La società debitrice, in grave difficoltà finanziaria, aveva ceduto partecipazioni di valore al proprio amministratore unico. Il Tribunale di Milano ha stabilito che l'atto era pregiudizievole per le ragioni del creditore (eventus damni) e che sia il debitore sia l'acquirente (che coincidevano nella stessa persona fisica) erano consapevoli del danno (scientia damni e participatio fraudis), integrando i presupposti dell'art. 2901 c.c.
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Azione revocatoria: inefficacia cessione immobiliare
Una banca ha promosso un'azione revocatoria contro un garante e il beneficiario di un trasferimento immobiliare. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda, dichiarando l'atto di cessione inefficace nei confronti della banca. La decisione si fonda sulla prova che la cessione pregiudicava la garanzia patrimoniale del creditore (eventus damni) e che sia il debitore sia il terzo acquirente erano consapevoli di tale pregiudizio (scientia damni), desunta dal loro stretto e pregresso rapporto d'affari.
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Azione revocatoria: inefficace la vendita al parente
Un promissario acquirente di un immobile, dopo aver visto la società venditrice cedere lo stesso bene alla figlia del legale rappresentante, agisce in giudizio. Nel frattempo, la società fallisce. Il Tribunale rigetta la domanda del primo acquirente, il cui diritto era già stato negato con sentenza passata in giudicato. Accoglie, invece, la domanda riconvenzionale del curatore fallimentare, esercitando l'azione revocatoria e dichiarando inefficace la vendita al parente in quanto lesiva dei diritti dei creditori.
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