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Art. 2643 Codice Civile

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172 provvedimenti

Opponibilità IMU: la scrittura privata è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4329/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opponibilità IMU. Un contribuente aveva costituito un diritto di abitazione a favore del coniuge tramite una scrittura privata registrata ma non trascritta, comunicandola al Comune. L'ente impositore riteneva comunque il proprietario come soggetto passivo del tributo, data la mancata trascrizione. La Suprema Corte ha invece chiarito che, ai fini fiscali, la registrazione dell'atto è sufficiente a conferirgli data certa e a renderlo opponibile al Comune. Quest'ultimo, infatti, non è un terzo che vanta diritti reali in conflitto, per cui la trascrizione non è un requisito necessario per spostare l'obbligo di pagamento dell'IMU dal proprietario al titolare del diritto di abitazione.
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Prova della trascrizione: la nota è l’unica prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4874/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di diritto immobiliare: in caso di conflitto tra più acquirenti dello stesso bene dal medesimo venditore, la prova della trascrizione può essere fornita solo ed esclusivamente attraverso la produzione in giudizio della relativa nota di trascrizione. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto provata la trascrizione sulla base di una semplice menzione in un atto successivo, ribadendo che la nota è un atto di parte con autonomia propria, essenziale per garantire la certezza dei traffici giuridici.
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Contratto preliminare immobile: la prova in appello
In una causa per l'esecuzione di un contratto preliminare immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la documentazione urbanistica necessaria per il trasferimento può essere presentata per la prima volta anche in appello. La Corte ha chiarito che tali documenti costituiscono una 'condizione dell'azione' e non un 'presupposto della domanda', potendo quindi essere prodotti fino al momento della decisione. La sentenza ha inoltre negato il risarcimento automatico del danno per il mancato godimento del bene al promissario acquirente, specificando che tale danno deve essere concretamente provato.
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Opponibilità confisca penale: tutela del terzo
Una società immobiliare ha agito in giudizio per far riconoscere la propria esclusiva proprietà su alcuni immobili oggetto di confisca penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che il terzo, che ritiene di essere proprietario di un bene confiscato, deve prima rivolgersi al giudice dell'esecuzione penale per dimostrare la propria buona fede e ottenere la revoca del provvedimento. Solo successivamente può, eventualmente, adire il giudice civile. Nel caso di specie, la società non ha fornito prova della propria buona fede, risultando collegata all'imputato nel procedimento penale. La questione centrale è l'opponibilità della confisca penale al terzo acquirente e il corretto percorso giurisdizionale da seguire.
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Proprietà condominiale: quando il cortile è privato?
Una società apriva finestre su un'area che riteneva comune, ma che i vicini utilizzavano come autorimessa privata. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'area è di proprietà esclusiva dei vicini. La motivazione si fonda sul fatto che, prima della costituzione del condominio, l'area era già stata chiusa e destinata permanentemente ad autorimessa, perdendo così la sua funzione di bene comune. Di conseguenza, la presunzione di proprietà condominiale non è applicabile.
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Comproprietà corte: presunzione di condominialità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12779/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che rivendicavano la comproprietà esclusiva di una corte adibita a parcheggio. La Corte ha stabilito che, in assenza di un titolo contrario inequivocabile, prevale la presunzione di condominialità dell'area. Questa si basa sulla sua funzione oggettiva di servizio (dare aria, luce e parcheggio) a tutti i fabbricati adiacenti. Di conseguenza, la comproprietà della corte si estende a tutti i proprietari degli immobili prospicienti. È stata inoltre dichiarata inammissibile la domanda di regolamentazione dell'uso per vizi procedurali.
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Azione revocatoria e vendita di cosa altrui: la Cassazione
Una creditrice agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore a una società. Il debitore si difende sostenendo che la vendita, derivante da un preliminare di vendita di cosa altrui, non ha depauperato il suo patrimonio. La Corte di Cassazione, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile per vizi procedurali, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano accolto l'azione revocatoria.
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Occupazione sine titulo: danno in re ipsa confermato
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un soggetto per l'occupazione sine titulo di un immobile. Viene ribadito il principio secondo cui il danno per il proprietario è 'in re ipsa', cioè presunto nella perdita stessa della disponibilità del bene, senza necessità di provare un mancato guadagno specifico. La liquidazione del danno può basarsi sul valore locativo di mercato. La Corte ha inoltre respinto le altre doglianze dell'occupante, relative all'identificazione dell'immobile e alla richiesta di rimborso per lavori non autorizzati, dichiarandole inammissibili.
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Perequazione urbanistica: quando un terreno è tassabile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la differenza fiscale tra perequazione e compensazione urbanistica. Ha stabilito che un terreno, anche se destinato a verde, diventa tassabile ai fini IMU se inserito in un piano di perequazione urbanistica che gli attribuisce un indice di edificabilità. Questo indice è una qualità intrinseca del suolo, a differenza dei crediti edilizi derivanti da compensazione, che sono separati dal terreno. La Corte ha quindi annullato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva escluso la tassabilità, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Contratto di comodato: quando esclude IMU e TASI?
Un Comune ha contestato l'esenzione da IMU e TASI di un proprietario terriero, sostenendo che l'accordo di concessione del terreno a un agricoltore fosse un contratto di comodato, rendendo il proprietario responsabile per le imposte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, non per il merito della questione, ma per vizi procedurali. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mescolava in modo errato diverse censure e non era autosufficiente, confermando di fatto la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la soggettività passiva del proprietario.
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Assegnazione casa coniugale: quando decade il diritto
Una società acquista un immobile all'asta, gravato da un provvedimento di assegnazione della casa coniugale a favore della precedente proprietaria e del figlio. Il Tribunale, pur riconoscendo l'opponibilità iniziale del provvedimento, ha stabilito la cessazione del diritto. La decisione si fonda sul principio di autoresponsabilità del figlio, ormai maggiorenne da anni e con un percorso di studi concluso, ritenendo che il suo interesse a permanere nell'immobile sia recessivo rispetto al diritto di proprietà del terzo acquirente, che ha subito il vincolo per quasi sedici anni.
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Rinuncia abdicativa: nulla se per eludere i costi
Una società rinuncia alla proprietà di alcuni terreni franosi per evitare i costi di manutenzione. Lo Stato impugna l'atto. La Corte d'Appello dichiara nulla la rinuncia abdicativa, ritenendo la sua causa illecita. La decisione si fonda sul principio che non si può usare questo istituto con il solo scopo egoistico di trasferire oneri e responsabilità alla collettività, configurando un abuso del diritto di proprietà.
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