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Art. 2615-bis Codice Civile

5 provvedimenti

Mancato deposito bilancio consorzio: dimesso ma condannato
Un ex dirigente di un consorzio riceve sanzioni dalla Camera di Commercio per il mancato deposito bilancio consorzio e della situazione patrimoniale di più anni. L'amministratore si difende affermando di essersi dimesso tempo prima e sostenendo la prescrizione dell'infrazione. La Corte di Cassazione respinge il ricorso e conferma le sanzioni. I giudici precisano che le dimissioni non iscritte al Registro delle Imprese non sono opponibili alle autorità. Inoltre, la Corte stabilisce che il mancato deposito bilancio consorzio costituisce un illecito permanente. La violazione continua finché il bilancio non viene depositato. Di conseguenza, il termine di prescrizione non inizia a decorrere durante l'omissione. L'amministratore perde la causa e deve pagare le sanzioni e le spese di giudizio.
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Tassazione consorzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22577/2024, ha stabilito importanti principi sulla tassazione consorzi con attività esterna. Il caso riguardava un consorzio che aveva ricevuto versamenti dai soci per la realizzazione di opere di urbanizzazione. La Corte ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, qualificando tali versamenti come corrispettivi per servizi, quindi ricavi imponibili sia ai fini delle imposte dirette che dell'IVA. È stato inoltre chiarito che l'incremento delle rimanenze costituisce reddito e che l'onere di provare la deducibilità dei costi spetta al contribuente. La sentenza ribadisce l'autonoma soggettività tributaria di tali enti.
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Tassazione consorzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22578/2024, ha rigettato il ricorso di un consorzio contro un avviso di accertamento. La Corte ha confermato la piena soggettività passiva del consorzio con attività esterna ai fini IRES, IRAP e IVA. È stato chiarito che i contributi versati dai consorziati per servizi resi dal consorzio, come la realizzazione di opere di urbanizzazione, costituiscono corrispettivi imponibili. La sentenza ribadisce l'obbligo di ribaltamento dei costi ai consorziati e sottolinea i limiti alla presentazione di nuove eccezioni in appello, confermando la legittimità della tassazione dei consorzi come entità autonome.
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Tassazione consorzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza 22571/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla tassazione consorzi con attività esterna. Ha stabilito che i contributi dei soci per servizi resi costituiscono ricavi imponibili e che l'incremento delle rimanenze finali è reddito. La Corte ha confermato la piena soggettività fiscale di tali enti, respingendo il ricorso di un consorzio edile contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate.
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Società consortile: indennizzo per perdite all’estero
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto all'indennizzo per beni perduti all'estero da parte di imprese italiane operanti tramite una società consortile locale. Il caso riguardava perdite subite in Zaire a causa di tumulti popolari. La Corte ha stabilito che la società consortile, costituita per l'esecuzione di un appalto, agisce come mero "braccio esecutivo" delle imprese partecipanti. Di conseguenza, la titolarità del contratto e il diritto all'indennizzo restano in capo alle società italiane, le quali subiscono direttamente il danno economico. La sentenza chiarisce che il danno subito dalla società consortile si riflette "per trasparenza" sulle consorziate, evitando duplicazioni dell'indennizzo. La Corte ha cassato la precedente decisione, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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