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Art. 26 del d.P.R. n. 602/73

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Definizione agevolata: rinvio per verifica dati
Un contribuente chiede l'estinzione di un giudizio relativo a una cartella di pagamento, sostenendo di aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, riscontrando discrepanze tra i dati della domanda di definizione e quelli del processo, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire ulteriori informazioni e verificare l'effettivo perfezionamento della procedura.
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Estratto di ruolo: quando è impugnabile? La Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa (art. 12, co. 4-bis, D.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è preclusa, e la contestazione diretta del ruolo o della cartella è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e qualificato (es. impossibilità di partecipare a gare d'appalto), condizione non provata nel caso di specie.
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Notifica atto tributario: ecco quando è sanabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23518/2024, stabilisce un principio fondamentale in materia di notifica atto tributario. Se un contribuente impugna un atto successivo, come un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica dell'atto presupposto (es. cartella esattoriale), tale impugnazione sana il vizio di notifica. La notifica, infatti, non è un elemento costitutivo dell'atto, ma serve a renderlo efficace. Pertanto, il giudice non deve limitarsi a dichiarare la nullità dell'atto successivo, ma deve procedere all'esame del merito della pretesa tributaria, poiché il contribuente ha dimostrato di averne avuto conoscenza.
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Notifica cartella 140 cpc: appello inammissibile
L'agente della riscossione ricorre contro una sentenza che annullava un'intimazione di pagamento a causa di una non provata notifica cartella 140 cpc. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'agente non ha contestato una delle due autonome ragioni su cui si fondava la decisione del giudice d'appello, rendendo l'impugnazione priva di interesse.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo l'invalidità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica della cartella esattoriale è valida se eseguita secondo le procedure di legge. In particolare, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, è sufficiente produrre l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell'atto. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna al custode dello stabile è una modalità valida e che l'agente della riscossione non è tenuto a produrre in giudizio la copia integrale della cartella per dimostrare la regolarità della notifica.
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Difetto di legittimazione passiva: a chi opporsi?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, citando in giudizio solo l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improponibile per difetto di legittimazione passiva dell'Agente della Riscossione, chiarendo che, quando si contesta l'esistenza del credito (ad esempio per prescrizione), l'unica parte legittimata a difendersi è l'ente creditore originario, non chi si occupa solo della riscossione.
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Definizione Agevolata: la Cassazione chiede chiarimenti
In un caso riguardante intimazioni di pagamento per imposta di successione, i contribuenti hanno sostenuto in Cassazione di aver estinto il debito tramite definizione agevolata. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul merito, ordinando alle parti di fornire entro 90 giorni chiarimenti sulla corrispondenza tra le cartelle oggetto di rottamazione e quelle del giudizio, e sulla natura solidale del debito. Il procedimento è stato rinviato a nuovo ruolo in attesa di tali informazioni.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul principio del difetto di interesse ad agire, poiché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio specifico e concreto, come richiesto dalla legge per procedere con l'impugnazione estratto di ruolo.
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