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Art. 26, D.P.R. n. 602/73

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28 provvedimenti

Preavviso di Ipoteca: motivazione e giurisdizione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di ipoteca per difetti di motivazione e notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per i debiti tributari la competenza è del giudice tributario. Per gli altri debiti, è legittima la motivazione 'per relationem' ad atti già notificati, senza necessità di un calcolo analitico degli interessi nel preavviso stesso.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la stretta sui ricorsi basati sull'estratto di ruolo. Analizzando il caso di una società, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. La decisione si allinea ai recenti interventi normativi e alle sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale, che hanno drasticamente limitato questa pratica per evitare un'eccessiva proliferazione del contenzioso tributario.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio concreto, non dimostrati dal ricorrente. Inoltre, l'appello non aveva contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza di secondo grado, rendendo il ricorso comunque inammissibile.
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Notifica PEC indirizzo invalido: la Cassazione decide
Un'azienda impugnava un'intimazione di pagamento sostenendo la mancata notifica di alcune cartelle esattoriali. La questione verteva sulla validità della notifica PEC a un indirizzo risultato invalido. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di notifica PEC con indirizzo invalido, non è necessario un secondo tentativo di invio, a differenza del caso di casella satura. La procedura si perfeziona con il deposito telematico dell'atto e la pubblicazione dell'avviso, rendendo la notifica valida e la pretesa tributaria non prescritta.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società contribuente, in lite con l'Agente della Riscossione per una cartella di pagamento, durante il ricorso in Cassazione aderisce alla definizione agevolata. La Corte Suprema, prendendo atto della richiesta e del piano di rateizzazione in corso, decide di non pronunciarsi nel merito e rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa del completamento dei pagamenti. L'ordinanza evidenzia come la procedura di sanatoria prevalga, sospendendo di fatto il contenzioso pendente.
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Tardiva costituzione appello: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21586/2025, ha dichiarato inammissibile un appello in materia tributaria a causa della tardiva costituzione in appello del contribuente. Nonostante la notifica dell'atto fosse avvenuta nei termini, il deposito dello stesso presso la cancelleria del giudice di secondo grado è avvenuto con un solo giorno di ritardo. Questo errore procedurale, sollevato dall'Amministrazione Finanziaria con ricorso incidentale, ha reso inutile l'esame dei motivi di merito del contribuente, portando alla conferma della sentenza di primo grado e alla sua condanna alle spese.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Una società ha impugnato delle iscrizioni a ruolo contestando la notifica delle cartelle. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse ad agire, applicando una nuova normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo solo a casi di specifico e comprovato pregiudizio per il contribuente, non presenti in questa fattispecie.
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Notifica cartella di pagamento: le regole della Cassazione
Un contribuente contesta una intimazione di pagamento, eccependo l'irregolare notifica della cartella di pagamento e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi e precisando le formalità necessarie per la notifica a un familiare convivente, rinviando il caso a nuovo esame.
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