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art. 26 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

8 provvedimenti

Cessazione materia contendere: fine del processo
Un lungo contenzioso tributario tra un'agenzia fiscale e una società finanziaria, relativo a una richiesta di rimborso IRES e IRAP, si conclude con un accordo. Le parti hanno presentato una dichiarazione di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese. Questo caso evidenzia come un accordo bonario possa porre fine a complesse e pluriennali dispute fiscali.
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Cessazione materia del contendere: la rinuncia al ricorso
Una lunga controversia fiscale tra un'Amministrazione Finanziaria e una società per un cospicuo rimborso IRES e IRAP si è conclusa in Cassazione. Dopo anni di sentenze e ricorsi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando una dichiarazione di rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio senza decidere nel merito.
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Rimborso IRES-IRAP: estinzione per accordo
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES-IRAP per l'anno 1998, sostenendo di aver perso la soggettività passiva. Dopo un lungo contenzioso che ha attraversato tutti i gradi di giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Rimborso credito IRES: onere della prova del cessionario
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di richiesta di rimborso di un credito IRES derivante da ritenute a titolo d'acconto, il soggetto cessionario del credito adempie al proprio onere probatorio dimostrando l'esistenza delle ritenute e il fatto che la società cedente, in liquidazione, non avesse prodotto reddito imponibile. A questo punto, spetta all'Amministrazione Finanziaria, in base al principio di vicinanza della prova, dimostrare l'esistenza di un reddito da tassare che giustifichi il diniego del rimborso.
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Residuo attivo e concordato: il calcolo del reddito
La Corte di Cassazione ha stabilito che, al termine di una procedura concorsuale chiusa con concordato, il calcolo del reddito d'impresa basato sul "residuo attivo" deve tenere conto delle passività non ancora soddisfatte ma previste dal piano concordatario. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che il reddito dovesse essere calcolato sul valore degli asset senza considerare i debiti residui. La Corte ha rigettato questa interpretazione, affermando che il residuo attivo deve riflettere il valore fiscale netto dell'azienda, dato dalla differenza tra attività e passività, poiché l'omologazione del concordato non estingue i debiti ma ne modifica le modalità di pagamento.
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Irreperibilità assoluta: notifica nulla senza ricerche
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica fiscale basata su irreperibilità assoluta è illegittima se il messo notificatore non documenta di aver svolto adeguate ricerche in tutto il comune per accertare l'assenza del contribuente. Il caso riguardava un amministratore di fatto che contestava la validità di una cartella esattoriale poiché gli avvisi di accertamento presupposti non erano stati correttamente notificati. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che la semplice mancata reperibilità a un indirizzo non è sufficiente a integrare la condizione di irreperibilità assoluta, rendendo nulla la notifica.
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Notifica cartella esattoriale nulla: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27299/2025, ha annullato un preavviso di fermo amministrativo a causa di vizi procedurali. La Corte ha stabilito che una notifica cartella esattoriale nulla si verifica quando, in caso di irreperibilità assoluta, l'agente notificatore omette di documentare le ricerche effettuate. Inoltre, ha chiarito che i giudici di merito devono distinguere correttamente tra irreperibilità assoluta e relativa, applicando le rispettive procedure. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Imposta di registro: autotutela e tassazione sentenza
La Cassazione chiarisce che un atto di autotutela dell'Agenzia delle Entrate, che riduce solo parzialmente la pretesa, non causa la cessazione della materia del contendere. Inoltre, la sentenza ha stabilito la corretta applicazione dell'imposta di registro proporzionale su un provvedimento giudiziario che, pur dichiarando cessata la materia del contendere, si riferiva a un accordo transattivo distinto da precedenti negozi giuridici tra le parti.
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