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Art. 259 d.lgs. n. 152 del 2006

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Auto usate o scarti: i rischi della spedizione illegale di rifiuti
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro probatorio di nove autoveicoli provenienti dall'estero e acquistati da un centro di autodemolizioni. L'imprenditore sosteneva che le vetture fossero semplici beni usati dotati di targa e documenti. I giudici hanno invece rilevato che i veicoli contenevano ancora componenti inquinanti, liquidi e batterie al piombo mai bonificati. La società acquirente svolgeva come attività principale la rottamazione e il recupero dei pezzi di ricambio. I magistrati hanno configurato l'ipotesi di spedizione illegale di rifiuti pericolosi, ritenendo che la consegna al trasportatore verso un centro di demolizione trasformi subito i mezzi in rifiuti speciali.
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Sequestro preventivo per equivalente: dipendente o gestore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo per equivalente disposto nei confronti del gestore di fatto di una società coinvolta in reati ambientali. L'indagato contestava il blocco dei propri beni, sostenendo di essere un semplice dipendente privo di effettivi utili societari e chiedendo l'annullamento della misura. I giudici hanno invece ribadito che, quando più persone concorrono in un reato societario e non è possibile quantificare con precisione il guadagno illecito di ciascuno, il profitto complessivo deve essere diviso in parti uguali tra i responsabili. Di conseguenza, il sequestro a carico del gestore di fatto, ridotto a metà del totale complessivo, risulta perfettamente valido e proporzionato.
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Trasporto illecito di rifiuti: sequestrato il camion della moglie
Le autorità hanno sequestrato un autocarro carico di scarti edili per il reato di trasporto illecito di rifiuti. La proprietaria del mezzo ha presentato ricorso, sostenendo di essere estranea al reato e di aver prestato il veicolo al conducente, suo marito, in buona fede. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in caso di trasporto illecito di rifiuti, spetta al proprietario del mezzo dimostrare la propria totale buona fede e l'assenza di negligenza. Nel caso specifico, lo stretto legame di parentela tra la proprietaria e il conducente, unito all'intestazione del veicolo sulla carta di circolazione, esclude la qualifica di terzo estraneo in buona fede. Di conseguenza, il sequestro finalizzato alla confisca obbligatoria del veicolo rimane valido.
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Sequestro preventivo: se il camion è altrui il ricorso fallisce
Il Tribunale ha confermato il sequestro preventivo di un autocarro utilizzato dal titolare di una ditta edile per trasportare rifiuti speciali senza autorizzazione. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il veicolo appartenesse a un terzo estraneo in buona fede e che il prestito fosse occasionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Secondo i giudici, l'indagato che non è proprietario del bene non ha un interesse concreto e attuale a impugnare il sequestro preventivo, poiché l'eventuale annullamento del provvedimento comporterebbe la restituzione del mezzo al legittimo proprietario e non a lui. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Traffico illecito di rifiuti: condannato il trasporto di marmitte
Il Trasportatore è stato condannato per il reato di traffico illecito di rifiuti per aver trasportato, a bordo di una bisarca, 360 chili di catalizzatori e marmitte catalitiche esauste senza alcuna autorizzazione ambientale. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione lamentando il mancato rinnovo delle prove in appello e il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il mezzo era autorizzato solo per il trasporto di merci comuni e non di rifiuti speciali. Inoltre, l'elevata quantità di materiali e la professionalità dell'attività escludono la concessione di benefici penali. Il Trasportatore è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Procura speciale terzo interessato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla legale rappresentante di una società contro il sequestro di un autocarro. La decisione si fonda sulla mancanza della procura speciale terzo interessato, un requisito formale indispensabile per il difensore che agisce per conto di un soggetto con interessi civilistici all'interno di un procedimento penale. La Corte ha ribadito che la semplice nomina fiduciaria non è sufficiente.
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Traffico illecito di rifiuti: la gestione abusiva
Una società, sebbene autorizzata al trattamento di oli esausti, è stata condannata per traffico illecito di rifiuti. La Cassazione ha confermato la condanna, chiarendo che la 'gestione abusiva' si configura anche quando l'attività, pur autorizzata, viene svolta sistematicamente in violazione delle norme, ad esempio sottraendo rifiuti a ditte concorrenti e falsificando i documenti di trasporto. La sentenza sottolinea che l'autorizzazione non è uno scudo per pratiche illecite che creano un mercato parallelo.
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Combustione illecita di rifiuti: la responsabilità del datore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per la combustione illecita di rifiuti di polistirolo, eseguita dai suoi dipendenti. La Corte ha stabilito che la responsabilità del datore di lavoro sussiste anche in assenza di un ordine specifico, qualora tale pratica rientri nelle prassi aziendali o il datore, informato dei fatti, non prenda le distanze. Il silenzio dell'imprenditore di fronte ai Carabinieri è stato interpretato come un'implicita approvazione, configurando la sua responsabilità come committente del reato.
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Trasporto illecito di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il trasporto illecito di rifiuti, nello specifico 2.640 kg di rottami di rame. La sentenza conferma che anche un singolo episodio di trasporto senza le dovute autorizzazioni costituisce reato. La Corte ha chiarito che la dicitura 'rottami di rame' non è generica, che autorizzazioni scadute sono irrilevanti e che l'ingente quantitativo di materiale esclude la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Trasporto illecito di rifiuti: la Cassazione decide
Un trasportatore ha impugnato il sequestro di tre autocarri utilizzati per un presunto trasporto illecito di rifiuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il sequestro. Secondo la Corte, la discrepanza tra i rifiuti plastici dichiarati e i materiali misti effettivamente trasportati era così evidente da dover essere rilevata dal trasportatore con la comune diligenza, fondando così il sospetto di reato.
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