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Art. 2555 Codice Civile

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188 provvedimenti

Trasferimento ramo d’azienda: licenziamento e manleva
Una lavoratrice veniva licenziata nel contesto di una complessa operazione di trasferimento di ramo d'azienda che coinvolgeva tre società. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18805/2025, ha chiarito importanti principi. Ha stabilito che l'impugnazione del licenziamento va rivolta al datore di lavoro che lo ha emesso e a quello in carica al momento in cui l'atto ha prodotto effetto. Soprattutto, ha affermato la piena validità della clausola di manleva tra le società, specificando che essa non pregiudica i diritti del lavoratore ma regola solo i rapporti economici interni tra le imprese coinvolte nel trasferimento ramo d'azienda.
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Imposta sulla pubblicità: le cabine foto non sono esenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che le scritte presenti sulle cabine fotografiche automatiche non godono dell'esenzione prevista per le insegne di esercizio. Secondo la Corte, queste scritte non identificano la sede dell'attività, bensì hanno una funzione puramente pubblicitaria dei servizi offerti. Di conseguenza, sono soggette al pagamento dell'imposta sulla pubblicità. Il caso riguardava il ricorso di una società concessionaria della riscossione contro una società proprietaria di cabine foto, che aveva ottenuto l'esenzione nei primi due gradi di giudizio.
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Imposta pubblicità: no esenzione per cabine foto
Una società che gestisce la riscossione dei tributi per un comune ha contestato a un'azienda di cabine fotografiche il mancato pagamento dell'imposta sulla pubblicità. Dopo due sentenze favorevoli all'azienda, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che l'imposta pubblicità è dovuta, poiché le scritte sulle cabine non rientrano nell'esenzione per le "insegne d'esercizio", in quanto le cabine non costituiscono la sede legale o operativa dell'impresa, ma solo beni aziendali dislocati sul territorio.
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Imposta sulla pubblicità: le cabine foto non sono sede
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta sulla pubblicità è dovuta per le scritte presenti sulle cabine fotografiche automatiche. Con l'ordinanza n. 20875/2025, la Corte ha chiarito che tali cabine non possono essere considerate 'sede di esercizio' dell'impresa e, pertanto, non beneficiano dell'esenzione fiscale prevista per le insegne. I giudici hanno specificato che le cabine sono beni aziendali dislocati sul territorio, mentre l'esenzione si applica solo alle insegne che identificano la sede fisica e amministrativa dell'attività. Di conseguenza, i messaggi su di esse hanno una funzione pubblicitaria e sono soggetti a tassazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una cittadina, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha deciso di procedere con la rinuncia al ricorso in Cassazione. La comunità religiosa controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte, applicando l'art. 391 c.p.c., ha dichiarato estinto il giudizio, senza pronunciarsi sulle spese processuali data l'accettazione della rinuncia.
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Affitto d’azienda o locazione? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società franchisor che qualificava come affitto d'azienda il contratto con cui concedeva un locale commerciale a un franchisee. I giudici confermano la natura di locazione commerciale, stabilita nei gradi di merito, sottolineando che la valutazione della sostanza del contratto è un'analisi di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' decisione di primo grado e appello.
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Contratti a termine stagionali: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di contratti a termine successivi che superano i 36 mesi per un'attività di ristorazione, qualificandola come stagionale. La decisione chiarisce che l'onere di provare la natura stagionale spetta al datore di lavoro, il quale può utilizzare come prova le comunicazioni agli enti pubblici e i contratti collettivi. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, che mirava a una nuova valutazione dei fatti, convalidando così i contratti a termine stagionali stipulati.
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Affitto ramo d’azienda: quando è simulazione?
La Corte d'Appello di Roma ha esaminato un caso di presunta simulazione di un contratto di affitto ramo d'azienda, che l'affittuario sosteneva essere una semplice locazione commerciale per ottenere una riduzione del canone. La Corte ha respinto l'appello, stabilendo che la presenza di elementi come l'avviamento, l'uso di autorizzazioni amministrative e di aree comuni qualifica il contratto come affitto d'azienda, giustificando un canone maggiore. La sentenza chiarisce che l'oggetto del contratto, inteso come complesso di beni organizzati per l'esercizio d'impresa, è il criterio decisivo per distinguere le due figure contrattuali.
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