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Art. 2518 Codice Civile

9 provvedimenti

Autonomia patrimoniale della cooperativa contro debiti sociali
Una cooperativa edilizia, in difficoltà nel pagare un mutuo bancario, stipula un accordo transattivo e delibera di addebitare a ciascun socio una quota di diecimila euro per coprire il debito. Un socio si oppone al pagamento, eccependo la violazione del principio di autonomia patrimoniale della cooperativa, secondo cui i soci non rispondono personalmente dei debiti sociali. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'importanza della questione riguardante la legittimità di tale ripartizione dei debiti, decide con ordinanza interlocutoria di rinviare la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Accollo del Debito: Soci non pagano per la Cooperativa insolvente
Una cooperativa edilizia non salda il pagamento di un terreno acquistato da un Comune. Quest'ultimo, non potendo riscuotere il credito dalla cooperativa, agisce contro i singoli soci assegnatari degli immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci non sono responsabili. La semplice dichiarazione di conoscere e accettare la convenzione originaria, contenuta negli atti di assegnazione, non costituisce un valido e automatico accollo del debito. La legge non prevede che l'obbligo di pagamento si trasferisca automaticamente dalla cooperativa ai soci, i quali sono quindi liberati da ogni pretesa del Comune.
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Impugnativa delibera assembleare: socio vince solo sul recesso
Una società ha presentato una impugnativa delibera assembleare contro il consorzio di cui era socia. La delibera imponeva ai soci di cedere la propria rete vendita, pagare una percentuale sul fatturato e fornire una fideiussione. La società riteneva questi obblighi illegittimi. La Corte di Cassazione ha respinto quasi tutte le contestazioni, ritenendo le clausole delle semplici 'modalità operative' necessarie per raggiungere gli scopi del consorzio. Tuttavia, ha dato ragione alla società su un punto: l'interpretazione della clausola di recesso. La Corte ha stabilito che il socio poteva recedere in qualsiasi momento del secondo anno e non solo alla sua scadenza, annullando la sentenza precedente su questo specifico aspetto.
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Assegnazione alloggio cooperativa: lite finisce prima della sentenza
Una controversia legale riguardava la validità della assegnazione di un alloggio in cooperativa a un nuovo socio, dopo l'esclusione del precedente assegnatario. Quest'ultimo sosteneva la nullità del nuovo rogito, contestando il diritto della cooperativa a disporre dell'immobile. La vicenda, dopo un lungo iter giudiziario, è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'erede del ricorrente originario ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una pronuncia nel merito e lasciando irrisolta la questione giuridica di fondo.
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Edilizia convenzionata: costi a carico dei soci
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dei soci assegnatari di alloggi in regime di edilizia convenzionata per il rimborso dei costi di acquisizione delle aree sostenuti dal Comune. Nonostante le contestazioni sulla natura del debito, i giudici hanno stabilito che l'obbligo deriva dagli impegni contrattuali assunti negli atti di assegnazione, rendendo irrilevante la distinzione tra indennità e risarcimento. La parola_chiave edilizia convenzionata è centrale nella decisione.
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Notifica avvocato sospeso: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una sentenza effettuata direttamente alla parte è valida se il suo avvocato è sospeso dall'esercizio della professione. Tale sospensione comporta la perdita dello 'jus postulandi', rendendo inefficace la domiciliazione presso il legale. Di conseguenza, un appello proposto oltre il termine breve, decorrente da tale notifica, è inammissibile. Il caso riguardava un'opposizione a un'ordinanza-ingiunzione emessa da un Comune nei confronti dei soci di una cooperativa edilizia.
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Socio cooperativa edilizia: i limiti ai pagamenti
Una società cooperativa edilizia ha richiesto un pagamento aggiuntivo a un socio per coprire un debito societario. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: per un socio cooperativa edilizia, i costi legati all'acquisto dell'immobile non possono essere aumentati con delibere successive all'assegnazione. La Corte distingue nettamente tra il 'rapporto di scambio' (l'acquisto) e il 'rapporto associativo' (la vita societaria), annullando la decisione precedente e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Donazione indiretta: prova e oneri nella successione
Una vedova sosteneva che l'appartamento assegnato al figliastro da una cooperativa costituisse una donazione indiretta da parte del marito defunto. La Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che l'onere della prova grava su chi fa valere la donazione. È stato ritenuto insufficiente dimostrare la mera sostituzione del figlio al padre nella qualità di socio senza provare che il padre avesse effettivamente sostenuto tutti i costi per l'acquisto del bene con spirito di liberalità.
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Assistenza finanziaria banche: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di assistenza finanziaria per l'acquisto di azioni proprie, previsto dall'art. 2358 c.c. per le società per azioni, si applica anche alle banche popolari. In un caso riguardante un finanziamento concesso da una banca a una società, poi fallita, i cui fondi erano stati utilizzati per sottoscrivere azioni della stessa banca, la Corte ha confermato la nullità del contratto di mutuo. La violazione di questa norma, posta a tutela dell'integrità del capitale sociale e dei creditori, rende l'intera operazione invalida, impedendo alla banca di insinuare il proprio credito nel passivo fallimentare.
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