La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27058/2025, ha stabilito che per il riporto perdite fusione, il 'test di vitalità' della società incorporata deve essere superato non solo per l'esercizio precedente, ma anche per il periodo di retrodatazione fiscale della fusione. Il caso riguardava una società che, dopo averne incorporata un'altra, aveva indebitamente utilizzato le perdite fiscali di quest'ultima. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che l'estensione del test a tale periodo è essenziale per prevenire l'incorporazione di 'scatole vuote' a soli fini elusivi.
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