La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25648/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di responsabilità amministrativa degli enti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, confermando che la cancellazione di una società dal registro delle imprese comporta l'estinzione dell'illecito amministrativo previsto dal D.Lgs. 231/2001. Questo evento viene equiparato alla morte del reo, rendendo inapplicabili le sanzioni pecuniarie e interdittive. La decisione si fonda sull'effetto costitutivo ed estintivo della cancellazione, che fa venir meno il soggetto giuridico a cui la responsabilità e le sanzioni sono destinate, precludendo anche la possibilità di rivalersi su soci o liquidatori.
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