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Art. 2495 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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677 provvedimenti

Altri anni per Art. 2495 Codice Civile

Utili extracontabili: soci e società estinta.
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di accertamenti fiscali per utili extracontabili emessi nei confronti di una società già estinta e dei suoi soci. Mentre una ricorrente ha beneficiato della definizione agevolata, per l'altro socio la Corte ha stabilito che la nullità dell'atto verso la società (per avvenuta estinzione) non invalida automaticamente l'accertamento verso il socio. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del socio poiché l'Amministrazione Finanziaria non può introdurre in appello nuove ragioni di responsabilità (come la successione nel debito tributario) se queste non erano già presenti nell'avviso di accertamento originario, violando il divieto di domande nuove.
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Giudicato esterno favorevole: effetti socio e società
La Corte di Cassazione chiarisce che il giudicato esterno favorevole ottenuto da una società di persone si estende ai soci. Nel caso analizzato, l'annullamento definitivo di un accertamento tributario societario per motivi di merito determina la caducazione della cartella di pagamento emessa nei confronti del socio, in virtù del principio di unitarietà dell'accertamento e del litisconsorzio necessario.
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Responsabilità soci società estinta: cosa dice la legge
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità soci società estinta per i debiti tributari. Se la cancellazione della società è avvenuta prima del 2014, non si applica la proroga di cinque anni per l'accertamento fiscale. La responsabilità dei soci è condizionata a quanto effettivamente percepito in sede di liquidazione, gravando sul fisco l'onere della prova.
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Corrispettivo effettivo: come provarlo al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava un corrispettivo effettivo più alto per una vendita immobiliare, basandosi sul rogito e sul valore di una partecipazione societaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il corrispettivo effettivo può essere provato attraverso un insieme di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti (dichiarazioni, sentenze penali), che prevalgono sulla sola forma dell'atto notarile.
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Notifica Atto Fiscale: quando allegare i documenti?
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato alla pubblica udienza una causa cruciale sulla notifica atto fiscale. Il caso riguarda un avviso di accertamento IVA notificato all'erede di un socio liquidatore, basato su documenti di terzi non allegati. I giudici di merito avevano annullato l'atto per difetto di motivazione. La Suprema Corte dovrà ora decidere sia sulla validità di tale motivazione 'per relationem', sia sulla corretta individuazione del destinatario della notifica in caso di decesso del socio, data la rilevanza nomofilattica delle questioni.
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Notifica eredi socio: a chi va l’atto fiscale?
La Corte di Cassazione esamina un caso di notifica di un avviso di accertamento agli eredi di un socio accomandatario di una società cancellata. I giudici di merito avevano ritenuto corretta la notifica eredi socio. La Suprema Corte, data la rilevanza della questione su chi sia il corretto destinatario dell'atto fiscale (la società estinta o gli eredi), ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Notifica accertamento società cancellata: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema cruciale della notifica di un accertamento a una società cancellata. A seguito di un avviso fiscale notificato all'erede di un ex socio, basato su documenti non allegati, la Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza. La decisione finale chiarirà le corrette modalità di notifica in questi complessi scenari tributari.
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Notifica accertamento fiscale a erede: la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento fiscale nei confronti dell'erede di un socio di una società estinta. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto per difetto di motivazione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione e l'erede ha risposto con un ricorso incidentale, sollevando la questione della validità della notifica dell'accertamento. Riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, la Corte di Cassazione ha rinviato il caso a una pubblica udienza per la decisione finale.
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Avviso di accertamento motivazione: il rinvio in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso relativo a un avviso di accertamento motivazione per IVA non versata da una società cancellata. L'atto, notificato all'erede del socio liquidatore, si basava su documenti reperiti presso terzi e non allegati. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto per difetto di motivazione. Riconoscendo l'importanza delle questioni legali sollevate, sia sulla motivazione che sulla validità della notifica, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Responsabilità del garante: la Cassazione decide
Una società di spedizioni, agendo come garante in un'operazione di importazione, è stata ritenuta responsabile per il pagamento dell'IVA evasa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la natura fittizia dell'intera operazione e l'inesistenza del soggetto importatore rendono il garante direttamente responsabile. La sua partecipazione attiva, come l'emissione di autofatture, ha dimostrato la consapevolezza del sistema fraudolento. Il ricorso della società è stato rigettato, sottolineando la piena responsabilità del garante in casi di frode IVA.
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Responsabilità soci cancellazione: la Cassazione decide
Con l'ordinanza n. 7842/2023, la Cassazione affronta il tema della responsabilità soci cancellazione per debiti fiscali sorti prima dell'estinzione della società. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che contestava l'applicazione di un'aliquota IVA agevolata, sia quello incidentale degli ex soci, che negavano la loro legittimazione passiva. È stato confermato il principio per cui, dopo la cancellazione dal registro imprese, si verifica un fenomeno successorio in capo agli ex soci, i quali rispondono dei debiti sociali, rendendo legittima la notifica dell'accertamento nei loro confronti.
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Estinzione società: conseguenze sul processo tributario
Una società impugna un avviso di accertamento per una presunta vendita sottocosto. La Corte di Cassazione, tuttavia, rileva un vizio insanabile: al momento dell'avvio della causa, la società era già stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso originario, poiché l'estinzione della società ne determina la perdita della capacità processuale, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza.
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Notifica ente estinto: la Cassazione fa chiarezza
Un'associazione sportiva, già estinta, riceveva un avviso di accertamento e una successiva intimazione di pagamento, notificati al suo ex rappresentante legale. I giudici di merito ritenevano l'atto nullo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la notifica a un ente estinto è valida se effettuata nei confronti del suo successore, come l'ultimo rappresentante legale, rendendo irrilevante l'intestazione formale dell'atto all'entità non più esistente.
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Responsabilità soci debiti società: limiti e prove
La Corte di Cassazione analizza un caso di responsabilità soci debiti società per oneri fiscali non pagati da un'azienda poi cancellata dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che l'amministrazione finanziaria non può agire contro gli ex soci se non fornisce la prova rigorosa che questi abbiano percepito utili o beni sociali nei due anni precedenti la liquidazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la mancanza di tale prova è decisiva e rende inefficace la pretesa fiscale verso i soci, a prescindere da eventuali operazioni elusive compiute dalla società.
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Presunzione utili soci: la Cassazione rinvia il caso
In un caso riguardante la presunzione utili soci di una società a ristretta base, l'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento ai soci per utili extracontabili, nonostante la società fosse già estinta. Le commissioni tributarie hanno confermato la legittimità degli atti. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ritenuti indispensabili per la decisione finale.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento fiscale a una società già estinta è valida se effettuata nei confronti degli ex soci. Questi ultimi subentrano nei debiti sociali, inclusi quelli tributari, a seguito di un fenomeno successorio. La sentenza analizza la questione della responsabilità soci società estinta, affermando che la cancellazione dal registro delle imprese non estingue le obbligazioni. Pertanto, l'atto impositivo notificato agli ex soci, quali successori, è legittimo, e la causa viene rinviata per un esame del merito.
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Responsabilità dei soci: avviso di accertamento
La Corte di Cassazione chiarisce che la cancellazione di una società dal registro delle imprese non estingue i suoi debiti fiscali. Si verifica un fenomeno successorio in cui le obbligazioni si trasferiscono ai soci. L'Amministrazione Finanziaria può legittimamente notificare un avviso di accertamento, originariamente intestato alla società, direttamente agli ex soci in qualità di successori. La sentenza annulla la decisione di merito che negava la legittimazione dell'ente impositore, stabilendo che la notifica post-estinzione è una procedura valida per accertare il debito. La successiva determinazione della concreta responsabilità dei soci dipenderà dalla prova di quanto da loro riscosso.
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Presunzione utili soci: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una S.r.l., confermando la legittimità degli avvisi di accertamento per maggiori IRPEF. L'ordinanza ribadisce la validità della presunzione utili soci, secondo cui i maggiori ricavi accertati in capo a una società a ristretta base sociale si presumono distribuiti ai soci. Spetta a questi ultimi fornire la prova contraria.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex socio di una società cancellata, confermando la sua responsabilità per i debiti tributari. La sentenza chiarisce che l'estinzione della società innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni ai soci. Questa responsabilità sussiste indipendentemente dalla percezione di somme in fase di liquidazione. Viene inoltre ribadito che una sentenza penale di assoluzione non ha efficacia automatica nel processo tributario se non prodotta ritualmente e se non riguarda gli 'stessi fatti'. La Corte ha sottolineato la piena legittimità dell'azione dell'Agenzia Fiscale volta a ottenere un titolo esecutivo nei confronti degli ex soci.
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Società cancellata: chi può impugnare l’avviso fiscale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1455 del 2026, ha stabilito che un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società cancellata può essere impugnato solo dalla società stessa, attraverso il suo ex liquidatore. Questo principio si basa sulla finzione legale introdotta dall'art. 28 del d.lgs. 175/2014, che mantiene in vita la società per cinque anni ai soli fini fiscali. Di conseguenza, il socio che riceve la notifica dell'atto non ha la legittimazione ad agire e il suo ricorso è inammissibile.
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