LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2479 Codice Civile

Pagina 3 di 3

45 provvedimenti

Affitto d’azienda senza consenso: revoca amministratori
Una sentenza della Corte d'Appello ha confermato la revoca per giusta causa di due socie amministratrici di una S.n.c. per aver concesso in affitto d'azienda l'unico complesso aziendale senza il consenso della terza socia. La Corte ha stabilito che tale operazione, modificando sostanzialmente l'oggetto sociale, richiede il consenso unanime di tutti i soci ai sensi dell'art. 2252 c.c., poiché trasforma la natura dell'attività da produttiva a finanziaria. Lo statuto societario, inoltre, non prevedeva una deroga a tale principio per l'affitto d'azienda.
Continua »
Sospensione lodo arbitrale: quando è infondata
Una società ha impugnato un lodo arbitrale e richiesto la sospensione dei suoi effetti, adducendo gravi danni alla propria operatività. La Corte d'Appello ha respinto l'istanza di sospensione lodo arbitrale, non ravvisando né la manifesta fondatezza dell'impugnazione né la sussistenza di gravi motivi. La Corte ha chiarito che eventuali difficoltà gestionali della società derivano dalla sua situazione statutaria interna e non dall'esecutività del lodo. Di conseguenza, ha sanzionato la società per aver presentato un'istanza palesemente infondata.
Continua »
Prelazione statutaria: sequestro quote per violazione
Un socio di maggioranza ha ottenuto il sequestro giudiziario di una quota societaria venduta da un altro socio a un terzo, in presunta violazione del diritto di prelazione statutaria. Il Tribunale ha concesso la misura cautelare, ritenendo che la comunicazione di vendita (denuntiatio) fosse incompleta e che il venditore non avesse agito in buona fede. La decisione sottolinea l'efficacia reale della prelazione statutaria, che la rende opponibile anche all'acquirente terzo, giustificando il sequestro per tutelare i diritti del socio pretermesso in attesa della decisione di merito.
Continua »
Abuso di maggioranza: quando è legittimo l’aumento?
Un socio di minoranza ha impugnato una delibera di aumento di capitale, sostenendo un abuso di maggioranza finalizzato a diluire la sua quota. Il Tribunale ha respinto la domanda, ritenendo l'operazione legittima perché giustificata da reali necessità aziendali, come la riduzione di un forte indebitamento e il finanziamento di investimenti strategici. La sentenza chiarisce che l'assenza di un sovrapprezzo e la potenziale diluizione non configurano automaticamente un abuso di maggioranza se l'aumento di capitale persegue un concreto interesse sociale.
Continua »
Scioglimento società: nomina del liquidatore dal Tribunale
A seguito del ricorso di una socia di minoranza, il Tribunale ha accertato lo scioglimento di una società rimasta inattiva per oltre dieci anni dopo il decesso del socio di maggioranza e amministratore unico. Poiché l'eredità è stata devoluta allo Stato e l'assemblea era di fatto paralizzata, il Tribunale ha nominato un liquidatore per gestire la chiusura della società, superando la situazione di stallo.
Continua »