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Art. 2449 Codice Civile

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25 provvedimenti

Bancarotta documentale: la Cassazione fa il punto
Un amministratore di società, condannato per bancarotta documentale e impropria, ha presentato ricorso in Cassazione. Era accusato di aver distrutto le scritture contabili e di aver peggiorato il dissesto della società con operazioni dolose, come l'evasione fiscale sistematica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la totale assenza di contabilità dimostra l'intento di danneggiare i creditori e che il mancato pagamento sistematico delle imposte costituisce un'operazione dolosa che aggrava il dissesto.
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Revoca amministratore da socio pubblico: chi paga?
Un ex amministratore, rimosso senza giusta causa dal socio pubblico di una società partecipata, ha citato in giudizio la società stessa per ottenere il risarcimento del danno. La società si difendeva sostenendo che la responsabilità fosse del socio pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per la revoca amministratore illegittima ricade esclusivamente sulla società, poiché l'atto di revoca, sebbene deciso dal socio, si imputa giuridicamente alla società stessa. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento dei danni.
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Responsabilità solidale appalti: le società in house
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23450/2025, ha stabilito che una società in house, interamente partecipata da enti pubblici, è soggetta alla responsabilità solidale appalti per i crediti dei lavoratori dell'appaltatore. La Corte ha chiarito che tali società, pur essendo soggette al Codice degli appalti, mantengono la loro natura di soggetto di diritto privato e non possono beneficiare dell'esclusione prevista per le Pubbliche Amministrazioni.
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Revoca amministratore società partecipata: il caso
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per la revoca dell'amministratore di una società partecipata. Un amministratore, revocato per giusta causa senza una preventiva contestazione formale degli addebiti prevista dal contratto, si è rivolto al giudice. La Corte di Appello aveva dichiarato la revoca illegittima, riconoscendo un risarcimento. La Cassazione, pur confermando l'illegittimità della revoca per la violazione della clausola contrattuale, ha stabilito che la tutela applicabile non è quella 'reale' (reintegrazione) ma esclusivamente quella 'risarcitoria' (monetaria), rinviando il caso alla Corte d'Appello per la corretta quantificazione del danno.
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Responsabilità amministratore: calcolo del danno
Un amministratore ritarda la dichiarazione di fallimento della società, aggravandone il dissesto con nuovi debiti. Condannato in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione contestando il metodo di calcolo del danno. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile e chiarisce un principio fondamentale sulla responsabilità amministratore: in caso di ritardata dichiarazione di fallimento, il danno risarcibile corrisponde all'aumento dei debiti causato dal ritardo, e non alla generica differenza tra i netti patrimoniali.
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