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Art. 2447 Codice Civile

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63 provvedimenti

Bancarotta impropria: falso in bilancio e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta impropria nei confronti di un amministratore che aveva falsificato il bilancio di una società per occultarne le perdite. La sentenza chiarisce che per integrare il reato è sufficiente che la condotta di falso in bilancio abbia contribuito ad aggravare un dissesto già esistente, consentendo alla società di continuare ad operare e accumulare ulteriori passività, senza che sia necessario provare che ne sia stata la causa unica e originaria.
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Impugnazione delibera assembleare: i termini decadenza
Un azionista ha citato in giudizio una società per i danni derivanti da un'operazione di aumento di capitale ritenuta 'iperdiluitiva'. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo principale del rigetto è la tardività dell'azione: la domanda di risarcimento danni, legata all'impugnazione della delibera assembleare, deve essere proposta entro il termine di decadenza di 90 giorni previsto dalla legge, termine non rispettato in questo caso.
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Onere della prova liquidazione giudiziale: chi deve?
Una società ha impugnato la sentenza di apertura della sua liquidazione giudiziale, sostenendo di essere al di sotto delle soglie di legge e di vantare un credito significativo. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, affermando che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale spetta all'imprenditore, specialmente in assenza di bilanci depositati. I documenti alternativi prodotti dalla stessa società, uniti all'ammissione di non poter pagare un debito esecutivo, hanno confermato uno stato di insolvenza conclamato, rendendo inevitabile la conferma della liquidazione.
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