LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2435-bis Codice Civile

6 provvedimenti

Accertamento bancario e prestiti al socio: chi vince con il Fisco
Un professionista impugna un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate ha contestato un maggior reddito imponibile per somme versate sul suo conto corrente. Il contribuente sostiene che l'importo di centocinquemila euro sia la semplice restituzione di un prestito infruttifero concesso alla propria società. Il Fisco applica la presunzione prevista per l'accertamento bancario. La Corte di Cassazione stabilisce che non basta dimostrare l'esistenza di un debito societario. Il cittadino deve provare in modo specifico che il singolo versamento costituisce proprio l'adempimento dell'obbligo di restituzione. Poiché l'assegno circolare era privo di causale e la contabilità non evidenziava il rimborso, la Cassazione rigetta il ricorso del professionista, confermando la pretesa fiscale e condannando il contribuente al pagamento delle spese di lite e delle sanzioni processuali.
Continua »
Nomina d’ufficio organo di controllo: la decisione
Il Tribunale ha disposto la nomina d'ufficio organo di controllo per una S.r.l. che ha superato le soglie dimensionali dell'attivo patrimoniale per tre anni consecutivi senza provvedere alla designazione dei sindaci. La decisione si basa sull'art. 2477 c.c., che impone la vigilanza obbligatoria al fine di tutelare la trasparenza societaria e gli interessi dei terzi.
Continua »
Nomina organo di controllo: quando è obbligatoria
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che aveva superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. per tre anni consecutivi. Nonostante le difese della società basate sulle modalità di contabilizzazione dei leasing, il giudice ha confermato l'obbligatorietà della funzione di vigilanza, nominando i componenti del collegio sindacale a causa della mancata ottemperanza spontanea dell'assemblea.
Continua »
Bancarotta fraudolenta documentale: condanna sì, ma con rinvio
L'Amministratore di una società di moda viene condannato per bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta documentale per aver nascosto le scritture contabili e ritardato il fallimento. La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta documentale, rilevando che la mancata consegna dei registri ai curatori, nonostante i solleciti, dimostra la volontà di danneggiare i creditori. Al contrario, la Suprema Corte annulla con rinvio la condanna per bancarotta semplice. I giudici chiariscono che il ritardo nel chiedere il fallimento non fa presumere automaticamente la colpa grave e che la mancata nomina dell'organo di controllo non costituisce un'operazione imprudente volta a ritardare il dissesto. Il caso torna alla Corte d'Appello per rivalutare solo la bancarotta semplice.
Continua »
Svalutazione delle rimanenze: la prova in giudizio
Un'azienda nautica ha subito un accertamento induttivo per zero ricavi a fronte di rimanenze di magazzino. La società ha giustificato la situazione con una totale svalutazione delle rimanenze, provata da una perizia di parte. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, ritenendo la perizia inidonea e insufficiente a superare le presunzioni dell'amministrazione finanziaria, poiché non specificava i criteri legali di svalutazione né descriveva analiticamente lo stato dei beni.
Continua »
Ratio decidendi: appello inammissibile se non si contesta
Una società che gestiva un impianto sportivo ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento della società proprietaria per un ingente credito relativo a lavori di ristrutturazione. La richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la società ricorrente non ha contestato una delle ragioni autonome e decisive della sentenza d'appello (la cosiddetta ratio decidendi), ovvero la mancata prova dell'urgenza dei lavori. Tale omissione ha reso irrilevanti tutte le altre censure.
Continua »