LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2428 Codice Civile

5 provvedimenti

Bancarotta fraudolenta distrattiva: finta vendita di arredi
L'amministratore di una società poi fallita ha formalmente venduto alcuni beni strumentali a due nuove società per cifre irrisorie. In realtà, l'operazione nascondeva il trasferimento di due interi rami aziendali attivi nel settore turistico, comprensivi di clienti, personale e contratti. I giudici hanno accertato la distrazione dell'avviamento commerciale, quantificato in oltre centocinquantamila euro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'amministratore per bancarotta fraudolenta distrattiva.
Continua »
Nullità delibera approvazione bilancio: socio non informato vince
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delibera approvazione bilancio di una società. I soci di minoranza avevano contestato la delibera perché gli amministratori non avevano fornito informazioni complete e dettagliate su gravi furti e truffe subiti dall'azienda. Secondo i giudici, la violazione del diritto di informazione dei soci incide direttamente sul principio di chiarezza del bilancio. Un bilancio approvato senza che i soci abbiano ricevuto tutti i dati essenziali per una valutazione consapevole è illecito. Di conseguenza, la delibera che lo approva è nulla e priva di effetti. L'azienda ha perso la causa e la delibera è stata definitivamente annullata.
Continua »
Dovere di vigilanza sindaci e compenso: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34671/2024, ha stabilito che l'inadempimento al dovere di vigilanza dei sindaci può portare alla perdita totale del compenso. Nel caso specifico, i sindaci non avevano segnalato un'operazione di riacquisto di azioni avvenuta dopo la chiusura del bilancio, ma prima della sua approvazione. Tale operazione, pur essendo di competenza dell'esercizio successivo, annullava un significativo utile fittiziamente iscritto nell'esercizio precedente, mascherando la reale situazione di difficoltà della società poi fallita. La Corte ha ritenuto che tale omissione costituisse un grave inadempimento, legittimando il rifiuto del pagamento del compenso da parte della curatela fallimentare.
Continua »
Sgravi contributivi: no a gruppi di comodo
La Corte di Cassazione ha negato a un'impresa edile il diritto agli sgravi contributivi, confermando la tesi dell'INPS. È stato accertato che l'azienda faceva parte di un gruppo di società riconducibili a un unico centro decisionale familiare. L'aumento occupazionale dichiarato era fittizio, risultando da meri trasferimenti di personale tra le società collegate e non da un reale incremento netto della forza lavoro. La sentenza sottolinea che, per ottenere gli sgravi contributivi, l'incremento deve essere effettivo e calcolato sull'intero gruppo societario, ribadendo la prevalenza della sostanza sulla forma per prevenire abusi.
Continua »
Bilancio inattendibile: onere della prova del debitore
Una società impugna la sentenza di liquidazione giudiziale presentando bilanci approvati tardivamente. La Corte d'Appello rigetta il reclamo, giudicando il bilancio inattendibile e inidoneo a provare la non fallibilità. La sentenza riafferma che l'onere della prova spetta al debitore, il quale deve fornire documentazione credibile e tempestiva per dimostrare di essere al di sotto delle soglie dimensionali previste dalla legge.
Continua »