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Art. 2358 Codice Civile

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30 provvedimenti

Responsabilità amministratori non esecutivi: analisi
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un consigliere di amministrazione privo di deleghe di una banca. La sanzione era dovuta all'omessa indicazione nei prospetti informativi di finanziamenti concessi dalla banca ai clienti per l'acquisto di azioni proprie (c.d. "capitale finanziato"). La Corte ha rigettato il ricorso del consigliere, stabilendo che la responsabilità degli amministratori non esecutivi non è esclusa dall'assenza di deleghe. Essi hanno un dovere attivo di informarsi e vigilare sulla gestione, non potendo giustificare la propria inerzia con la sola mancanza di segnali di allarme da parte degli organi esecutivi. La decisione chiarisce i limiti e l'estensione dei doveri di vigilanza in capo a tutti i membri del CdA.
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Responsabilità direttore generale: Dolo e Omissioni
Un ex direttore generale di un istituto bancario è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per aver omesso informazioni cruciali su operazioni di "capitale finanziato" nei prospetti informativi. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo la portata della responsabilità direttore generale. Secondo la Corte, la consapevolezza dello schema illecito e la conseguente omissione sono sufficienti per integrare il dolo, senza necessità di provare un'intenzione specifica di danneggiare. Inoltre, è stato respinto il motivo di ricorso relativo a una presunta violazione del diritto di difesa per mancato accesso a tutti gli atti ispettivi.
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Giudizio professionale del revisore: limiti e poteri
Una società di revisione è stata sanzionata dall'autorità di vigilanza per irregolarità nella revisione del bilancio di un istituto bancario. La società ha impugnato la sanzione, sostenendo che le sue scelte rientrassero nel legittimo esercizio del giudizio professionale. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che il giudizio professionale del revisore, sebbene discrezionale, deve essere supportato da criteri rigorosi, logici e verificabili. La Corte ha stabilito che la mancata considerazione di importanti fattori di rischio nella determinazione della soglia di significatività costituisce una violazione dei principi di revisione.
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Assistenza finanziaria banche: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il divieto di assistenza finanziaria per l'acquisto di azioni proprie, previsto dall'art. 2358 c.c. per le società per azioni, si applica anche alle banche popolari. In un caso riguardante un finanziamento concesso da una banca a una società, poi fallita, i cui fondi erano stati utilizzati per sottoscrivere azioni della stessa banca, la Corte ha confermato la nullità del contratto di mutuo. La violazione di questa norma, posta a tutela dell'integrità del capitale sociale e dei creditori, rende l'intera operazione invalida, impedendo alla banca di insinuare il proprio credito nel passivo fallimentare.
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Impugnazione delibera assembleare: i termini decadenza
Un azionista ha citato in giudizio una società per i danni derivanti da un'operazione di aumento di capitale ritenuta 'iperdiluitiva'. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo principale del rigetto è la tardività dell'azione: la domanda di risarcimento danni, legata all'impugnazione della delibera assembleare, deve essere proposta entro il termine di decadenza di 90 giorni previsto dalla legge, termine non rispettato in questo caso.
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Responsabilità amministratori: dovere di informarsi
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore privo di deleghe di un istituto di credito per omissioni informative in un prospetto. L'ordinanza chiarisce l'estensione della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e di attivarsi proattivamente per vigilare sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. Viene ribadito che, in questo contesto, la negligenza è sufficiente per configurare l'illecito e non si applica il principio della legge più favorevole (favor rei).
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Responsabilità amministratore: Cassazione su prospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore (Vice Presidente del CdA) di un istituto bancario per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi. Il caso verteva sulla mancata indicazione del fenomeno del 'capitale finanziato', ovvero prestiti erogati dalla stessa banca per l'acquisto delle proprie azioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative specifiche, in virtù del dovere generale di agire informati e di vigilare attivamente. È stato inoltre confermato che, in questo tipo di illeciti, la colpa è presunta e spetta all'amministratore provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Liquidazione Coatta: stop alle azioni individuali
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una banca in liquidazione coatta amministrativa per far dichiarare inesistente un debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali azioni sono inammissibili. Il principio della liquidazione coatta amministrativa impone che tutte le pretese, incluse quelle di accertamento negativo, siano gestite esclusivamente all'interno della procedura concorsuale per tutelare la parità di trattamento tra i creditori. Qualsiasi causa individuale presso un tribunale ordinario è quindi preclusa.
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Assistenza finanziaria: nullità acquisto azioni proprie
Il Tribunale di Torino si è pronunciato su un complesso caso di assistenza finanziaria. Alcuni investitori hanno citato in giudizio una banca per presunti illeciti in operazioni finanziarie. La corte ha dichiarato la nullità di un'operazione di acquisto di azioni della banca stessa, finanziata da un affidamento concesso dalla medesima, riducendo il debito degli attori. Tuttavia, ha rigettato gran parte delle altre domande, condannando gli investitori al pagamento del debito residuo e di ingenti spese legali, confermando la loro classificazione come clienti professionali.
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Competenza Sezione Impresa: quando decide il giudice
Un investitore ha citato in giudizio una banca, sostenendo la nullità di un'operazione di acquisto di azioni e obbligazioni in quanto collegata a un finanziamento concesso dalla stessa banca (c.d. 'operazione baciata'). La banca convenuta ha eccepito l'incompetenza della Sezione Specializzata in Materia di Impresa. Il Tribunale di Venezia ha accolto l'eccezione, dichiarando la propria incompetenza. La motivazione risiede nel fatto che l'oggetto reale della controversia non è il rapporto societario, ma la validità del contratto di finanziamento. Pertanto, la causa rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non in quella della sezione specializzata.
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