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Art. 2341-bis Codice Civile

12 provvedimenti

Patto parasociale: Scadenza Contro Interpretazione, Cassazione Annulla
Una Società A aveva stipulato un patto parasociale con una Società B, che includeva un diritto di opzione (put option) per la vendita di azioni. La Corte d'Appello aveva stabilito che il patto parasociale era scaduto il 30 gennaio 2009, poiché erano trascorsi i cinque anni di validità previsti dalla legge, decorrenti dal 1° gennaio 2004. La Società A ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso della Società A, ritenendo che la Corte d'Appello avesse interpretato erroneamente l'Art. 2341-bis c.c. riguardo la durata dei patti parasociali. La sentenza d'Appello è stata annullata e il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello di Perugia per un nuovo esame, che dovrà riesaminare la questione alla luce dei principi stabiliti dalla Cassazione.
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Clausola roulette russa: la Cassazione indaga la sua validità
Due gruppi di soci all'interno di una società partecipata hanno stipulato un patto parasociale contenente una particolare pattuizione antistallo. Questa clausola roulette russa permetteva a uno dei soci di fissare un prezzo per le azioni, obbligando l'altro socio a decidere se vendere la propria quota o acquistare quella dell'offerente al medesimo prezzo unitario. A seguito dell'attivazione della procedura, la parte destinataria ha contestato la validità dell'accordo denunciando la violazione dei doveri di buona fede e del divieto di patto leonino. La Corte d'Appello ha confermato la piena legittimità dell'accordo contrattuale. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'estrema complessità tecnica della questione, ha disposto il rinvio della causa alla Sezione del Massimario per un approfondito studio teorico e comparato prima di emettere una decisione definitiva.
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Clausola russian roulette: valida anche senza un prezzo minimo
Due società detengono quote paritarie in una società veicolo e firmano un patto parasociale contenente una clausola russian roulette per risolvere eventuali situazioni di stallo. Al verificarsi del blocco decisionale, un socio attiva la clausola fissando il prezzo delle azioni. L'altro socio impugna l'accordo, ritenendolo nullo per indeterminatezza del prezzo, violazione del divieto di patto leonino e mancanza di equa valorizzazione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la piena validità della clausola. La determinazione del prezzo non è rimessa al mero arbitrio del proponente, poiché questi subisce il rischio che l'altro socio decida di acquistare le sue quote allo stesso prezzo. Inoltre, la clausola non viola il divieto di patto leonino, in quanto mira esclusivamente a risolvere una paralisi gestionale e a consentire l'uscita ordinata di un socio.
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Patto parasociale: accordo tra soci ma l’azienda resta estranea
Un socio ha citato in giudizio gli amministratori di una società finanziaria di famiglia, lamentando l'inadempimento di una scrittura privata del 1997 che prevedeva la stima e la vendita delle quote societarie. Il socio chiedeva la risoluzione parziale del contratto e il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale accordo costituisce un patto parasociale. Il patto parasociale produce effetti esclusivamente obbligatori tra i soci sottoscrittori e non vincola la società, che resta un soggetto giuridico terzo ed estraneo. Di conseguenza, gli amministratori non avevano l'obbligo di dare esecuzione a un accordo privato che non si era mai tradotto in una formale delibera assembleare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Patto Parasociale personale: l’azienda non può chiedere i danni
Una società acquirente ha citato in giudizio gli ex amministratori della società acquisita, chiedendo un risarcimento per un bilancio non veritiero. La richiesta si basava su un patto parasociale che garantiva la correttezza dei conti. La Cassazione ha respinto la domanda. Il motivo è che il patto era stato firmato dal rappresentante della società acquirente a titolo personale ('in proprio') e non in nome e per conto della società. Di conseguenza, la società non era parte dell'accordo e non aveva il diritto di farlo valere in tribunale, risultando priva di legittimazione ad agire. La firma personale ha reso il patto parasociale inefficace per l'azienda.
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Patto parasociale e competenza Tribunale Imprese
La Corte di Cassazione ha chiarito che un accordo transattivo volto a ridefinire i rapporti tra soci costituisce un patto parasociale, anche se atipico. La controversia riguardava la restituzione di azioni e dividendi derivanti da un accordo di garanzia tra un istituto di credito e una società cooperativa in fallimento. Poiché l'atto incideva sulla stabilità degli assetti proprietari e sulla governance, la competenza spetta alla Sezione Specializzata in materia di impresa. La decisione conferma che la natura transattiva dell'atto non esclude la sua rilevanza societaria ai fini della competenza giudiziale.
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Patto leonino: quando la clausola di garanzia è valida?
Una società holding ha contestato un'obbligazione di pagamento derivante da una permuta azionaria, sostenendo che la clausola di indennizzo costituisse un patto leonino vietato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la clausola è valida. La Corte ha chiarito che il divieto si applica solo quando l'esclusione di un socio dalle perdite è totale e costante. In questo caso, la garanzia era limitata nel tempo e parte di un'operazione più ampia, configurandosi come una legittima opzione 'put' all'interno di un patto parasociale.
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Clausola change of control: interpretazione restrittiva
La Corte d'Appello di Trento ha confermato una sentenza di primo grado, stabilendo che una clausola statutaria sul 'change of control' si applica solo al trasferimento di una partecipazione di controllo preesistente, e non alla sua creazione ex novo tramite l'acquisto progressivo di quote di minoranza. La Corte ha privilegiato un'interpretazione letterale e restrittiva della clausola, ritenendo irrilevante un preesistente patto parasociale ai fini dell'applicazione della stessa, poiché il patto ha efficacia solo tra le parti e non definisce un controllo rilevante per lo statuto.
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Interpretazione contratto: la Cassazione e i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio che contestava il rigetto della sua richiesta di pagamento basata su un'opzione put. La decisione si fonda sul principio che l'interpretazione del contratto, operata dal giudice di merito, non può essere sindacata in sede di legittimità se risulta plausibile e non irrazionale. In questo caso, la richiesta di "restituzione" della quota è stata considerata diversa dalla "cessione" prevista dall'accordo, rendendo l'esercizio dell'opzione inefficace.
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Patto parasociale: quando l’accordo tra soci vincola?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo sottoscritto da tutti i soci-amministratori, pur se qualificato come patto parasociale dalla corte di merito, può vincolare la società e conferirle legittimazione attiva per agire in giudizio. Il caso riguardava una società immobiliare che chiedeva a un ex socio il pagamento di rate di mutuo in base a una scrittura privata. La Cassazione ha ritenuto errata la qualificazione di tale accordo come patto parasociale, poiché non mirava a regolare la governance societaria, ma a condizionare l'uscita del socio alla garanzia di un debito della società, agendo quindi nell'interesse di quest'ultima.
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Competenza sezioni specializzate impresa: il caso s.a.s.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6325/2024, ha risolto un conflitto di competenza tra un Tribunale ordinario e una Sezione specializzata in materia di impresa. La controversia riguardava un'azione di responsabilità per mala gestio promossa dal socio accomandante contro il socio accomandatario di una s.a.s. La Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni specializzate impresa è limitata esclusivamente alle società di capitali, come elencate tassativamente dalla legge, e non si estende alle società di persone. Di conseguenza, la competenza è stata attribuita al Tribunale ordinario originariamente adito.
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Competenza tribunale imprese: quando la causa è civile?
Una società creditrice agisce per recuperare una provvigione da una società nata da una scissione. Quest'ultima eccepisce la competenza del tribunale imprese. La Cassazione chiarisce che la causa, avendo ad oggetto un debito contrattuale e non la validità della scissione, rientra nella competenza del tribunale ordinario.
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