La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29509/2023, ha chiarito i presupposti per l'assoggettamento a IRAP dell'impresa familiare. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza che escludeva l'imposta per un contribuente che si avvaleva della moglie come collaboratrice. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il contributo continuativo di un familiare, remunerato con una quota significativa (49%) del reddito, costituisce quel 'quid pluris' che integra il requisito dell'autonoma organizzazione, rendendo l'imposta dovuta. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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