LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 23 del d.lgs. n. 472 del 1997

7 provvedimenti

Sospensione Rimborso Fiscale: Fisco Perde se il Debito è Garantito
Un contribuente, pur avendo diritto a un rimborso IVA accertato da una sentenza definitiva, si vede notificare una sospensione rimborso fiscale dall'Agenzia delle Entrate a causa di altri debiti pendenti. La Corte di Cassazione ha dato ragione al cittadino, annullando la sospensione. Il motivo è che l'Agenzia aveva già ampiamente garantito il proprio credito iscrivendo un'ipoteca su immobili del contribuente per un valore doppio rispetto al debito. La Corte ha stabilito che, in tali circostanze, l'ulteriore sospensione del rimborso era un atto sproporzionato e privo di adeguata motivazione, quindi illegittimo.
Continua »
Rimborso IVA cessionario: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la richiesta di rimborso IVA cessionario. Una banca, cessionaria di un credito IVA, si è vista sospendere il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di presunti debiti erariali della società cedente. La Corte ha ritenuto le questioni sollevate, in particolare sulla prova del controcredito fiscale e sui limiti del giudizio di rinvio, di tale rilevanza da richiedere una trattazione approfondita anziché una decisione in camera di consiglio.
Continua »
Sospensione rimborso IVA: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto un rimborso IVA, successivamente sospeso a causa di carichi pendenti. La Corte di Cassazione ha chiarito che la sospensione del rimborso IVA ai sensi dell'art. 23 del D.Lgs. 472/97 è legittima, anche in presenza di norme specifiche per l'IVA, a condizione che i motivi siano distinti. La Corte ha inoltre confermato la legittimazione ad agire della società cedente in caso di cessione del credito 'pro solvendo'.
Continua »
Detrazione IVA attività preparatorie: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla detrazione IVA per i costi sostenuti durante la fase preparatoria di un'attività d'impresa, anche se questa non è mai diventata operativa. Nel caso specifico, una società aveva investito nella creazione di impianti fotovoltaici per conto di alcune controllate, le quali hanno poi cessato l'attività prima di iniziare la produzione. L'Agenzia Fiscale aveva negato la detrazione, sostenendo la mancanza di operazioni attive. La Corte ha stabilito che la detrazione è legittima se le spese sono inerenti al progetto imprenditoriale e se non è dimostrato un intento fraudolento. L'interruzione dell'attività, dovuta a cause esterne e non volontarie (come la drastica riduzione delle tariffe incentivanti), non pregiudica il diritto acquisito.
Continua »
Sospensione rimborso IVA: quando è illegittima
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Ente Fiscale contro la revoca di una sospensione rimborso IVA. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'avviso di accertamento che giustificava la sospensione è stato definitivamente annullato, rendendo il provvedimento cautelare privo di fondamento.
Continua »
Compensazione crediti fiscali prima del concordato
Una società in liquidazione, dopo aver richiesto un rimborso IVA, entra in concordato preventivo. L'Amministrazione Finanziaria blocca il rimborso per effettuare una compensazione con debiti fiscali della società, sorti in anni precedenti. La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 13881/2025, stabilisce che la compensazione crediti fiscali è legittima. Il principio chiave è che sia il credito del contribuente sia il debito verso il Fisco devono essere sorti prima dell'apertura della procedura di concordato preventivo, indipendentemente dal momento in cui diventano esigibili.
Continua »
Rimborso IVA e interessi: quando sono dovuti?
Una società di leasing ha atteso oltre dieci anni per un rimborso IVA a causa di un fermo amministrativo basato su controcrediti fiscali poi rivelatisi infondati. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tali casi, il contribuente ha diritto agli interessi per l'intero periodo di ritardo, poiché la sospensione del pagamento è da considerarsi illegittima fin dall'origine. La mancata presentazione di una garanzia da parte della società non giustifica il diniego degli interessi se il fermo era ingiustificato.
Continua »