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Art. 23 d.P.R. n. 633 del 1972

8 provvedimenti

Dichiarazione fraudolenta: fatture false e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un rappresentante legale per **dichiarazione fraudolenta**. Egli aveva utilizzato 26 fatture false da una società "cartiera" nella dichiarazione dei redditi della sua azienda per il 2011, realizzando operazioni oggettivamente inesistenti e evadendo IRES e IRAP. I giudici di merito lo avevano condannato a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa condizionata al pagamento del debito tributario, e sanzioni accessorie. La Cassazione ha ritenuto infondati i motivi di ricorso, confermando la piena consapevolezza dell'imputato sulla falsità delle operazioni e l'intento evasivo. Molti motivi sono stati dichiarati inammissibili perché non sollevati nei gradi precedenti. La condanna è definitiva.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, ha aderito alla procedura di definizione agevolata pagando la prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che il perfezionamento della procedura e la conseguente fine del contenzioso avvengono con il versamento della prima rata, a prescindere dal saldo delle successive. Il mancato pagamento integrale rileva solo ai fini della riscossione e non fa rivivere il processo.
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Reverse charge oro: Cassazione chiarisce i criteri
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, è decisivo il livello di purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua destinazione a un processo di trasformazione, non al consumo immediato. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata solo sull'attività commerciale del contribuente, omettendo di verificare le caratteristiche oggettive dei beni ceduti.
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Reverse charge oro: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18335/2024, ha chiarito i presupposti per l'applicazione del regime IVA del 'reverse charge oro'. La Corte ha stabilito che, per l'applicazione di questo regime, sono decisivi la purezza del metallo (pari o superiore a 325 millesimi) e la sua destinazione a un processo di trasformazione, non all'immediato consumo. Non è invece rilevante che il cessionario svolga esclusivamente attività di lavorazione industriale. La sentenza di merito è stata cassata per non aver indagato sulle caratteristiche dei beni ceduti.
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Corrispettivo integrale: tutto il prezzo è ricavo
Una società costruttrice ha venduto un immobile per 400.000 euro, registrando come ricavo solo 254.000 euro perché la restante parte è stata pagata dall'acquirente a un terzo per lavori di adeguamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'intero corrispettivo integrale di 400.000 euro costituisce ricavo imponibile per il venditore. La modalità di pagamento a un terzo è irrilevante e va considerata una semplice delegazione di pagamento, mentre i costi per i lavori andavano registrati separatamente come componente negativa del reddito.
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Detrazione IVA: la stampa tardiva nega il diritto
Un contribuente si è visto negare la detrazione IVA per l'anno 2005 perché, pur avendo registrato le operazioni su supporto informatico, non aveva provveduto alla stampa su registri cartacei secondo la normativa dell'epoca. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la successiva introduzione di norme più flessibili sulla tenuta della contabilità elettronica non ha effetto retroattivo sul tributo. La violazione formale ha comportato la perdita definitiva del diritto alla detrazione, confermando un principio già statuito in un precedente giudizio di rinvio sullo stesso caso.
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Detrazione IVA: contabilità elettronica e favor rei
Un contribuente si vede negare la detrazione IVA perché, all'epoca dei fatti, la contabilità era gestita solo su supporto informatico senza la prescritta trascrizione su registri cartacei. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7828/2024, ha stabilito che una successiva legge più favorevole sulla tenuta della contabilità elettronica non ha effetto retroattivo sull'imposta dovuta. Il principio del 'favor rei' non può sanare la perdita di un diritto già consolidatasi, confermando così il recupero dell'imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Principio di competenza: la Cassazione sui canoni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33303/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società. La Corte ha stabilito che, per la determinazione del reddito d'impresa (IRES e IRAP), vige il principio di competenza economica, secondo cui i canoni di locazione concorrono a formare il reddito nell'esercizio in cui maturano, a prescindere dall'effettivo incasso. Questo si differenzia dal criterio di cassa valido per l'IVA. Inoltre, ha ribadito che l'emissione di note di accredito è legittima solo nelle specifiche ipotesi previste dalla legge.
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