LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 23, comma 8, d.l. 137 del 28 ottobre 2020

16 provvedimenti

Giurisdizione reati all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla giurisdizione per reati all'estero, stabilendo che per procedere contro un cittadino italiano per un delitto commesso interamente fuori dall'Italia (nel caso di specie, maltrattamenti in famiglia in Giordania), è sufficiente la sua presenza, anche solo temporanea, nel territorio nazionale dopo la commissione del fatto ma prima dell'esercizio dell'azione penale. La successiva partenza dell'imputato non incide sulla giurisdizione ormai radicata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna.
Continua »
Rifiuto atti d’ufficio CTU: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per rifiuto atti d'ufficio di un consulente tecnico che non aveva depositato la perizia per anni. Il semplice ritardo, anche se prolungato, non basta a integrare il reato se non è provata l'urgenza e l'indifferibilità dell'atto, ovvero un concreto pregiudizio per le parti. Il caso è stato rinviato per valutare se sussista l'ipotesi di cui al secondo comma dell'art. 328 c.p.
Continua »
Estradizione processuale: i limiti del giudice italiano
La Cassazione ha rigettato il ricorso contro una decisione di estradizione processuale verso l'Albania. L'imputato, sotto processo in Italia per spaccio, era richiesto per il reato di associazione criminale. La Corte ha chiarito che il giudice italiano deve valutare i gravi indizi di colpevolezza per il reato oggetto della richiesta, distinguendolo dai reati perseguiti in Italia, e ha ritenuto sussistenti gli elementi di un'organizzazione criminale operante all'estero.
Continua »
Concussione: minaccia e abuso di qualità, caso risolto
Un pubblico ufficiale ha minacciato un cittadino per costringerlo a rinunciare a un alloggio popolare a favore di una propria parente. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di concussione, specificando che si tratta di una vera e propria costrizione tramite minaccia di un danno ingiusto, e non di una semplice induzione indebita in cui il privato potrebbe intravedere un vantaggio.
Continua »
Favoreggiamento aggravato: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza che applicava misure cautelari a un soggetto accusato di favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso. La Corte ha ritenuto che gli elementi raccolti, relativi a un unico episodio di incontro tra l'indagato e noti esponenti criminali, non fossero sufficienti a dimostrare in modo univoco la sua consapevolezza della ripresa delle attività mafiose e la volontà di agevolarle. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame che valuti la sussistenza di indizi gravi, precisi e concordanti.
Continua »
Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
Un uomo condannato per spaccio ricorre in Cassazione contro la contestazione della recidiva reiterata, sostenendone l'incompatibilità con la continuazione dei reati. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché il motivo era nuovo e, comunque, infondato secondo la giurisprudenza dominante, confermando la condanna.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo a causa della sopravvenuta carenza di interesse, originata dalla restituzione del bene all'imputato. La sentenza chiarisce che, in tali circostanze, non segue la condanna al pagamento delle spese processuali, poiché il venir meno dell'interesse non è imputabile al ricorrente.
Continua »
Recidiva reiterata: l’aumento di pena non è libero
La Corte di Cassazione ha corretto una sentenza di merito per errata applicazione dell'aumento di pena dovuto a recidiva reiterata. Il giudice di primo grado aveva applicato un aumento inferiore al minimo legale previsto dall'art. 99 c.p., portando la Cassazione ad annullare la pena e a rideterminarla direttamente in un importo superiore, in conformità con la legge.
Continua »
Prescrizione senza contraddittorio: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato un reato estinto per prescrizione senza un'udienza. Tale procedura, definita 'de plano', viola il diritto al contraddittorio, impedendo all'imputato di rinunciare alla prescrizione per ottenere un'assoluzione piena. La sentenza, basandosi su un principio della Corte Costituzionale, afferma la prevalenza del diritto di difesa sulla celerità del processo, confermando che la dichiarazione di prescrizione senza contraddittorio è nulla.
Continua »
Termine a difesa: non sempre è un diritto assoluto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato a cui era stato negato il rinvio dell'udienza per concedere un termine a difesa al nuovo legale. La Corte ha stabilito che tale diritto non è assoluto e va bilanciato con la ragionevole durata del processo, soprattutto quando la richiesta di rinvio è generica e la tempistica della nuova nomina non è chiara, configurando un potenziale abuso del diritto finalizzato a ritardare il giudizio.
Continua »
Resistenza a pubblico ufficiale e proteste di piazza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di alcuni manifestanti condannati per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento durante una protesta presso un cantiere. La sentenza sottolinea come la valutazione delle prove debba essere unitaria e non frammentata, confermando la legittimità dell'uso di filmati di agenzie di stampa e la configurabilità del reato di resistenza anche quando la violenza consiste nello sfondamento di barriere per contrastare l'operato delle forze dell'ordine.
Continua »
Traffico di droga: no al ricorso per arresti domiciliari
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di arresti domiciliari per traffico di droga. Il ricorso è stato ritenuto generico, confermando la solidità degli indizi basati su intercettazioni e la sussistenza del pericolo di reiterazione del reato, data la modalità organizzata dell'attività illecita e i collegamenti con ambienti criminali.
Continua »
Omessa motivazione: Cassazione annulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a causa dell'omessa motivazione da parte del Tribunale del Riesame sul reato di associazione di tipo mafioso. Secondo la Corte, la mancata analisi di questo punto cruciale inficia la completezza della motivazione anche in relazione ai reati collegati (estorsione e furto), rendendo necessario un nuovo giudizio.
Continua »
Acquisto di gruppo: quando non si applica al droga
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi dell'acquisto di gruppo per uso personale, ma i giudici hanno ritenuto che l'ingente quantitativo di cocaina (193 grammi), il ruolo di mediatore dell'imputato e il contesto criminale organizzato fossero elementi sufficienti a configurare il reato di spaccio, escludendo l'uso personale condiviso e confermando la misura cautelare dell'obbligo di dimora.
Continua »
Legittimazione madre: assegno al figlio maggiorenne
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimazione della madre a costituirsi parte civile nel processo penale contro l'ex coniuge per il mancato versamento dell'assegno di mantenimento destinato alla figlia maggiorenne ma non economicamente autosufficiente. Secondo la Corte, il genitore convivente che provvede materialmente alle esigenze del figlio subisce un danno diretto dal reato, acquisendo un diritto autonomo e concorrente a quello del figlio a ricevere il contributo.
Continua »
Improcedibilità appello: i termini della Riforma
Un imputato ha contestato la sua condanna sostenendo l'intervenuta improcedibilità dell'appello per decorrenza dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che, per le impugnazioni depositate dopo l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, il termine di improcedibilità è di tre anni e non di due. Il caso evidenzia l'importanza di calcolare correttamente i termini processuali introdotti dalla nuova normativa.
Continua »