La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione socio in una società di persone non ha effetto immediato, nemmeno se deliberata in presenza del socio interessato. Secondo l'art. 2287 c.c., l'efficacia dello scioglimento del rapporto sociale decorre solo dopo trenta giorni dalla comunicazione della delibera. Nel caso analizzato, l'Agenzia delle Entrate aveva erroneamente imputato l'intero reddito societario ai soli soci superstiti per l'anno d'imposta 2006, ritenendo che il terzo socio fosse già uscito dalla compagine a metà dicembre. La Suprema Corte ha invece chiarito che, non essendo ancora decorso il termine di legge al 31 dicembre, il socio escluso doveva ancora considerarsi parte della società ai fini dell'imputazione del reddito per trasparenza.
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