La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per gli anni d'imposta precedenti alla loro esclusione normativa. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la natura agricola di un'impresa non è di per sé sufficiente a superare la presunzione di non operatività. Per vincere tale presunzione, la società contribuente deve fornire la prova di specifiche e oggettive circostanze che hanno reso impossibile il raggiungimento dei ricavi minimi previsti dalla legge, non essendo sufficienti generici riferimenti a fattori climatici o di mercato. La Corte ha inoltre confermato la non retroattività della norma del 2012 che ha escluso le società agricole da tale disciplina.
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