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Art. 2231 Codice Civile

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49 provvedimenti

Consulenza per contributi pubblici: non è mediazione, il compenso va pagato
Un'impresa si rifiuta di saldare il compenso a una società di consulenza che l'aveva aiutata a ottenere un finanziamento agevolato, sostenendo la nullità del contratto perché il consulente non era iscritto all'albo dei mediatori creditizi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la consulenza per contributi pubblici non è mediazione creditizia. L'attività del consulente, infatti, si è limitata a una prestazione d'opera professionale (assistenza nella preparazione della domanda) e non ha comportato la 'messa in relazione' con un finanziatore, elemento essenziale della mediazione. Di conseguenza, il contratto è valido e il compenso è dovuto. L'impresa perde la causa.
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Compenso professionale architetto: come provarlo
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda per il compenso professionale architetto proposta dagli eredi di un professionista. Il caso riguardava prestazioni svolte per l'ampliamento di un supermercato. La decisione si fonda sulla mancanza di prova di un contratto diretto tra il professionista e la società committente, essendo emerso che il rapporto intercorreva esclusivamente con una società di servizi collegata all'architetto.
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Mediazione immobiliare: senza iscrizione niente compenso
La Corte d'Appello conferma che l'attività di ricerca immobili configura una mediazione immobiliare atipica. Senza iscrizione all'albo, il contratto è nullo e il compenso non è dovuto.
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Nullità contratto geometra e opere in cemento armato
La Corte d'Appello ha confermato la nullità contratto geometra per la progettazione di un opificio industriale. Poiché l'incarico prevedeva calcoli in cemento armato, attività esclusiva di ingegneri, il professionista è stato condannato a restituire gli acconti ricevuti.
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Obbligo di repechage nel licenziamento per mancato albo
La Corte d'Appello di L'Aquila ha annullato il licenziamento di un tecnico della prevenzione privo dell'iscrizione obbligatoria all'albo. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'obbligo di repechage da parte del datore di lavoro, che non ha dimostrato l'impossibilità di adibire il dipendente a mansioni alternative, come compiti amministrativi o strumentali già svolti in precedenza.
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Ordinamento sportivo e contratto tra avvocato e atleta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di mandato professionale tra un avvocato e un calciatore è nullo se non rispetta le forme e le regole previste dall'ordinamento sportivo. Anche i legali che assistono atleti professionisti sono tenuti a conformarsi alle normative federali specifiche del settore. Di conseguenza, è stato negato all'avvocato il diritto al compenso per l'attività svolta in base al contratto invalido.
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Competenze geometra: contratto nullo senza compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto d'opera professionale stipulato con un geometra per la progettazione di un tetto in cemento armato. Poiché tale attività rientra nelle competenze esclusive degli ingegneri, il contratto è stato dichiarato radicalmente nullo. Di conseguenza, al geometra non spetta alcun compenso per l'attività svolta, in quanto le sue competenze professionali non erano adeguate all'incarico ricevuto.
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Prescrizione presuntiva: quando non si applica
Una società si opponeva al pagamento di una parcella legale invocando la prescrizione presuntiva, ma contemporaneamente contestava l'esistenza stessa del credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7063/2023, ha stabilito che tale linea difensiva è contraddittoria e inammissibile. La difesa di prescrizione presuntiva, infatti, presuppone il riconoscimento che il debito sia esistito e si fonda sulla presunzione che sia stato pagato, rendendola incompatibile con la negazione del credito stesso.
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Accordo transattivo: l’interpretazione unitaria vince
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda di cantieristica nautica che contestava il pagamento di una provvigione. La Corte ha stabilito che la promessa di pagamento non era un contratto di mediazione autonomo, ma una clausola inscindibile di un più ampio accordo transattivo stipulato per risolvere una precedente controversia. Questa interpretazione unitaria impedisce di isolare e invalidare singole clausole, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Responsabilità professionale geometra: contratto nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un contratto d'opera professionale con un geometra, per aver ecceduto le proprie competenze (opere in cemento armato), non esclude la sua responsabilità per i danni causati. I giudici di merito hanno il dovere di valutare se la condotta del professionista configuri un illecito extracontrattuale, anche se la domanda iniziale era basata sul contratto nullo. La sentenza di appello è stata cassata per 'motivazione apparente', in quanto non aveva esaminato questa diversa qualificazione giuridica della responsabilità professionale geometra.
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Compenso geometra: l’accordo sul 7% va esaminato
In una disputa sul compenso di un geometra, il cliente sosteneva l'esistenza di un patto che limitava l'onorario al 7% del finanziamento ottenuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non esaminare questo specifico accordo, considerandolo un fatto decisivo per la determinazione del quantum. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione che tenga conto di tale patto.
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Avvocato comunitario: quando non ha diritto al compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il compenso a un avvocato comunitario, qualificato come 'abogado' in Spagna, per attività professionale svolta in Italia. La Corte ha stabilito che l'esercizio stabile e continuativo della professione, e non meramente occasionale, richiede l'iscrizione in una sezione speciale dell'albo come 'avvocato stabilito', requisito mancante nel caso di specie. Questo rende la prestazione non remunerabile ai sensi dell'art. 2231 c.c. Inoltre, è stato ribadito che la contestazione del difetto di legittimazione passiva, come la rinuncia all'eredità da parte del convenuto, costituisce una mera difesa e può essere sollevata in qualsiasi fase del giudizio.
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Compenso avvocato dipendente: quando spetta?
Un avvocato dipendente di un ente pubblico ha richiesto il pagamento delle spese legali liquidate in una causa vinta dall'ente. L'ente ha rifiutato, eccependo in appello l'incompatibilità del ruolo del professionista. La Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo che la questione dell'incompatibilità, richiedendo nuovi accertamenti di fatto, non poteva essere sollevata per la prima volta in secondo grado. La sentenza ribadisce l'importanza dei limiti processuali a tutela del diritto al compenso dell'avvocato dipendente.
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Contratto consulenza finanziaria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15800/2024, ha stabilito che un contratto di consulenza finanziaria atipico non necessita di forma scritta per essere valido. Il caso riguardava una società che contestava il pagamento di un compenso a una società di consulenza, negando l'esistenza di un accordo formale. La Corte ha confermato che l'esistenza del contratto e il diritto al compenso possono essere provati attraverso altri elementi, come la prova testimoniale e clausole inserite in contratti collegati, distinguendo nettamente tale attività dalla mediazione creditizia, che invece richiede requisiti formali specifici.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio?
Una curatela fallimentare ha agito contro una consulente per recuperare compensi, sostenendo la nullità delle prestazioni per due motivi alternativi: la mancanza di iscrizione all'albo e l'assenza di autorizzazione del giudice. Il tribunale ha accolto la domanda basandosi sul primo motivo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha chiarito che la curatela, per mantenere viva la seconda ragione di nullità non esaminata, avrebbe dovuto proporre uno specifico appello incidentale. Non avendolo fatto, tale domanda si è considerata rinunciata. La sentenza sottolinea quindi l'importanza strategica dell'appello incidentale in presenza di domande alternative e incompatibili.
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Avvocato stabilito: contratto nullo senza requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto d'opera professionale stipulato con un avvocato stabilito qualificato in Spagna. La decisione si fonda sulla violazione di norme imperative, quali l'uso ingannevole del titolo professionale italiano anziché quello di origine e la mancanza di un valido accordo d'intesa con un legale italiano. Di conseguenza, è stato negato al professionista il diritto al compenso per l'attività svolta.
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Incarico professionale nullo: senza albo niente compenso
Un committente aveva affidato a un ingegnere uno studio di fattibilità per un complesso immobiliare. Sorta una controversia sul pagamento, il caso è giunto in Cassazione. La Corte ha stabilito che l'incarico professionale è nullo se il tecnico non è iscritto al relativo albo professionale. Tale nullità, essendo assoluta e rilevabile d'ufficio in ogni fase del giudizio, impedisce al professionista di pretendere qualsiasi compenso per l'attività svolta, anche se ha collaborato con altri tecnici iscritti.
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Esercizio abusivo professione: nullo il contratto
Una società di parrucchieri ha citato in giudizio una società di servizi, sostenendo la nullità del contratto per la gestione contabile e del lavoro a causa dell'esercizio abusivo di professione. La Corte di Cassazione, annullando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che un contratto per attività riservate a professionisti iscritti all'albo è nullo se tali attività vengono svolte in modo sistematico e organizzato da un soggetto non autorizzato. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Cancellazione albo professionale: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della risoluzione di una convenzione tra un medico e il SSN a seguito della sua cancellazione dall'albo professionale. La successiva reiscrizione, anche se con effetto retroattivo, non può sanare il venir meno del requisito essenziale per il rapporto, rendendo irrilevante la retroattività nei confronti del terzo contraente (il Ministero). La cancellazione dall'albo professionale è un fatto storico che giustifica la cessazione del rapporto.
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Avvocato stabilito: contratto nullo senza requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale, qualificata come "avvocato stabilito", che richiedeva il pagamento dei compensi. Il contratto d'opera professionale è stato ritenuto nullo perché la professionista aveva usato l'abbreviazione "Avv." generando confusione nel cliente e non aveva provato di aver depositato la necessaria "dichiarazione d'intesa" con un avvocato italiano nel giudizio originario. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti di trasparenza previsti dal D.Lgs. 96/2001.
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