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art. 223, comma 2, n. 1, legge fallimentare

6 provvedimenti

Bancarotta Fraudolenta: Amministratori Condannati per Falso in Bilancio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di due amministratori di una società. Essi avevano causato il dissesto dell'azienda attraverso false comunicazioni sociali (falso in bilancio), non svalutando un credito inesigibile verso una società collegata e già in decozione. Inoltre, avevano distratto fondi sociali tramite pagamenti fittizi di canoni di affitto e compensi non deliberati, a danno dei creditori. La sentenza ribadisce che la bancarotta fraudolenta si configura anche con dolo generico, specifico e intenzionale, desumibile dalla consapevolezza degli amministratori della situazione economica.
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Bancarotta da reato societario: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta da reato societario a carico di un amministratore. La sentenza chiarisce che la mancata svalutazione in bilancio di partecipazioni in società controllate, in palese stato di crisi, integra il reato di false comunicazioni sociali che, consentendo la prosecuzione dell'attività, aggrava il dissesto e configura il nesso causale necessario per la condanna.
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Ne bis in idem: no, se il fatto storico è diverso
Due amministratori, condannati per bancarotta fraudolenta per aver distratto fondi e utilizzato false fatture, hanno invocato il principio del ne bis in idem, sostenendo di essere già stati giudicati per reati fiscali per gli stessi fatti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che il principio non si applica perché il 'fatto storico' del reato di bancarotta (depauperamento del patrimonio sociale a danno dei creditori) è diverso da quello del reato fiscale (evasione delle imposte a danno dell'Erario).
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Amministratore senza delega: la prova della colpa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del pubblico ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per un amministratore senza delega. La Corte ribadisce che per affermare la responsabilità per bancarotta impropria non basta la mera 'conoscibilità' delle condotte illecite altrui, ma serve la prova di una 'conoscenza effettiva' dei fatti o di segnali di allarme inequivocabili, deliberatamente ignorati. Il ricorso è stato giudicato un tentativo di rivalutare i fatti, compito che esula dalle funzioni della Corte di legittimità.
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Bancarotta impropria perito: la falsa perizia
Un perito viene condannato in via definitiva per bancarotta impropria. La Cassazione conferma la sua responsabilità per aver redatto una falsa perizia di stima su titoli obbligazionari, utilizzati per un fittizio aumento di capitale. Tale condotta ha aggravato il dissesto della società, portandola al fallimento. La Corte ha ritenuto irrilevante che il dissesto fosse preesistente, essendo sufficiente il contributo del professionista al suo peggioramento.
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Bancarotta da falso in bilancio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta da falso in bilancio e distrazione di beni. La Corte conferma che la sopravvalutazione di immobili e crediti per nascondere il dissesto e proseguire l'attività integra il reato, aggravando la situazione patrimoniale della società fallita.
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