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art. 223, comma 2, legge fall.

6 provvedimenti

Confisca nel patteggiamento: obblighi del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17173/2024, ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca. Un imprenditore aveva patteggiato una pena per reati tributari e fallimentari, e il giudice aveva disposto la "confisca di quanto in sequestro". La Suprema Corte ha stabilito che tale formula è illegittima. La confisca nel patteggiamento per questi reati è obbligatoria e il giudice ha il dovere di determinare l'esatto importo del profitto illecito, anche se superiore ai beni già sequestrati, non potendosi limitare a una disposizione generica.
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Bancarotta impropria: quando il Fisco non pagato costa caro
La Corte di Cassazione, con la sentenza 17140/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice condannata per bancarotta impropria. Il reato è stato configurato a seguito del sistematico e prolungato mancato pagamento di imposte, che ha causato il dissesto della società. La Corte ha chiarito che, ai fini del dolo, non è necessaria l'intenzione di provocare il fallimento, ma è sufficiente la consapevolezza di mettere a rischio la garanzia patrimoniale dei creditori. La condotta omissiva, protratta per anni e che ha generato un ingente debito erariale, è stata ritenuta prova sufficiente di tale consapevolezza.
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Bancarotta fraudolenta impropria: il nesso causale
La Cassazione annulla una condanna per bancarotta fraudolenta impropria, evidenziando un vizio di motivazione. La sentenza sottolinea la necessità di dimostrare con chiarezza il nesso di causalità tra le operazioni dolose degli amministratori e il fallimento della società, non essendo sufficiente provare solo il danno patrimoniale.
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Bancarotta fraudolenta: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un amministratore per diversi reati di bancarotta fraudolenta, inclusa quella documentale, preferenziale e per operazioni dolose. La sentenza chiarisce che il sistematico inadempimento fiscale e la restituzione di finanziamenti ai soci in stato di crisi integrano pienamente la fattispecie di reato, sottolineando la necessità di una gestione societaria corretta a tutela di tutti i creditori.
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Bancarotta fraudolenta: vendita beni con riserva dominio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale a carico dell'amministratore di una società fallita. La sentenza chiarisce che la vendita di beni acquistati con patto di riservato dominio costituisce distrazione penalmente rilevante, in quanto tali beni rappresentano un valore economico del patrimonio aziendale. Inoltre, la tenuta irregolare e sistematica delle scritture contabili per un lungo periodo integra il dolo specifico della bancarotta fraudolenta documentale, escludendo la derubricazione a bancarotta semplice.
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Bancarotta fraudolenta impropria: la Cassazione
L'amministratore di una società è stato condannato per bancarotta fraudolenta impropria e documentale per averne causato il dissesto omettendo sistematicamente il versamento di contributi e imposte, e per aver occultato le scritture contabili. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che per la configurazione del reato è sufficiente la consapevolezza del rischio di fallimento (dolo generico), senza la necessità di un'intenzione specifica di causarlo. La giustificazione della perdita accidentale della documentazione è stata ritenuta infondata.
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