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Art. 2217 Codice Civile

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27 provvedimenti

Autoconsumo cessazione attività: tassabile bene grezzo
Un imprenditore edile ha cessato la propria attività, trasferendo un immobile incompiuto al suo patrimonio personale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'avviso di accertamento per autoconsumo a seguito di cessazione attività, stabilendo che tale trasferimento costituisce un'operazione fiscalmente rilevante ai fini IVA e delle imposte dirette. La Corte ha chiarito che l'imponibilità sussiste indipendentemente dal fatto che il bene sia un 'bene merce' e che si trovi in uno stato grezzo, quindi non immediatamente utilizzabile. La base imponibile è stata correttamente identificata nel valore venale del bene.
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Accertamento induttivo puro: quando è legittimo?
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha chiarito due punti fondamentali: il termine dilatorio di 60 giorni, previsto dallo Statuto del Contribuente, non si applica se non c'è stata un'ispezione fisica presso la sede del contribuente. Inoltre, ha confermato che la presenza di gravi irregolarità contabili, come la mancata tenuta del libro inventari, giustifica pienamente il ricorso all'accertamento induttivo puro, che consente all'amministrazione finanziaria di ricostruire il reddito basandosi anche su semplici indizi.
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Bancarotta Fraudolenta: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La Corte ha stabilito che per la condanna non basta un atto di diminuzione patrimoniale, ma è necessario dimostrare il pericolo concreto per i creditori e la consapevolezza dell'imprenditore, soprattutto se l'atto è avvenuto anni prima del fallimento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Società di comodo: no al test per meno di 3 anni
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro il diniego di un rimborso IVA. L'Agenzia delle Entrate considerava la società cedente il credito una 'società di comodo'. La Corte ha stabilito che il test di operatività per le società di comodo non si applica a imprese con meno di tre esercizi sociali di vita, poiché mancano i presupposti temporali richiesti dalla legge. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Onere della prova fallimento: la Cassazione decide
Una società dichiarata fallita ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di possedere i requisiti per l'esenzione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione si basa sull'inattendibilità della documentazione contabile prodotta, in particolare bilanci non depositati e approvati solo dopo la dichiarazione di fallimento. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: l'onere della prova nel fallimento spetta al debitore, che deve fornire prove certe e attendibili della propria solidità patrimoniale e finanziaria.
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Accertamento induttivo e doveri del giudice fiscale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di accertamento induttivo, se il giudice tributario ritiene ingiustificata la percentuale di ricarico applicata dall'Agenzia delle Entrate, non può limitarsi ad annullare l'atto. Il giudice ha il dovere di entrare nel merito, determinare la percentuale corretta e ricalcolare l'imposta dovuta. La vicenda riguardava una società di compravendita di autoveicoli le cui scritture contabili erano state giudicate totalmente inattendibili, legittimando l'uso dell'accertamento induttivo da parte del Fisco. La Corte ha sottolineato la natura sostitutiva della pronuncia del giudice tributario, che deve definire il rapporto d'imposta e non solo vagliare la legittimità formale dell'atto impugnato.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di un'impresa di commercio di preziosi. La decisione si fonda sulla mancata esibizione del prospetto analitico delle rimanenze di magazzino durante la verifica fiscale, un'omissione considerata grave e tale da rendere inattendibile la contabilità, giustificando così la ricostruzione presuntiva del reddito da parte dell'amministrazione finanziaria. La Corte ha chiarito che tale obbligo sussiste anche per i contribuenti in regime di contabilità semplificata.
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